HOZIER ALLA TERZA SERATA DEL FESTIVAL

Hozier
Hozier

PISTOIA. Dopo l’escursione verso le coste statunitensi popolate dai Counting Crows, il Festival Blues di Pistoia torna nel vecchio Continente, ricongiungendosi, idealmente, con la band, i Mumford & Sons, che ha aperto la 36esima edizione e stordito, con un sold out, i botteghini.

Domani, martedì 7 luglio, il rock di piazza del Duomo parlerà nuovamente inglese, irlandese, per la precisione, con il concerto, terzo in scaletta della lunghissima rassegna, di Andrew Hozier-Byrne, più semplicemente Hozier. La carta d’identità del cantautore di Bray recita che il musicista è poco più che un moccioso, 25 anni, elemento questo che potrebbe far dormire sonni tranquilli all’organizzazione, visto il successo oceanico, ottenuto, all’esordio, dall’altra band rockettare londinese.

La biografia e la discografia, ovviamente, si risolvono in poche righe, perché solo due anni fa, il ragazzo, è salito ai doveri e poteri della cronaca artistica con la pubblicazione dell’Ep Take me to church, con l’omonimo singolo che invade i computer dei giovanissimi con il video struggente della relazione omosessuale tra due ragazzi russi, osteggiato da una banda estremista.

Questo può bastare per riempire una piazza? Assolutamente sì, assolutamente no. Decidete voi. Anzi, sarete proprio voi a decidere, domani sera, che tono dare all’esibizione del giovanissimo irlandese al quale gli addetti ai lavori internazionali della musica hanno già tributato Grammy e concesso gli stelloni dell’artista.

Ma anche questo potrebbe significare moltissimo, o pochissimo. Le piazze, come gli stadi, pieni, hanno un rapporto specificatamente perverso con chi le popola; per Hegel, ad esempio, l’entusiasmo con cui la massa si rivolge ad un’opera, era, allora, la sua peggior testimonianza. Non la pensano sicuramente così tutte le stelle del firmamento artistico, dai divi del cinema a quelli della musica, che proprio in virtù delle folle oceaniche che riescono puntualmente a smuovere e farle accorrere ai loro appuntamenti, carissimi, delle masse che accalcano le loro reunion ne vanno fieri.

Vi sareste mai potuti immaginare una piazza stracolma per i quasi neonati M&S e svuotata di tre quarti all’appuntamento successivo, con i veterani Counting Crows? Mercoledì prossimo, ne riparliamo e vi racconteremo, con tutta l’onestà e lo scrupolo più alti, al di là delle nostre impressioni, come abbia risposto il pubblico, che potrà, con i numeri di chi acquisterà il biglietto, dare o meno ragione alla scelta di Giovanni Tafuro di aver optato, per la prima parte del Festival edizione 2015, per questa comunità britannica del nuovo rock and roll.

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