I COMUNISTI SONO MORTI, MA IL COMUNISMO NO

Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia

PISTOIA. Accettato e storicamente e culturalmente concesso che le categorie di “destra” e “sinistra” siano veramente inconcepibili attualmente, resta da comprendere perché due “giovin signore” che si chiamano Belliti e Lombardi, “appicciate” e solidali con il termine “sinistra”, vogliano fare di sé medesime una caricatura della compianta pasionaria Dolores Ibarruri, parente stretta di Nilde Iotti.

La prima, la Daniela Belliti, sta reggendo l’amministrazione Bertinellum dalla sua nascita e anche l’opposizione, a denti stretti, riconosce che “almeno qualcuno con le palle” a Pistoia c’è.

La seconda, la Ginevra Lombardi, si ripropone utopisticamente in nome di una “sinistra che non c’è più” pur portando in termini istituzionalmente liberi, macro omicidi a firma sinistra e di sinistra su temi ecologici che pensa siano terreno vergine e non già proposto dai “fascisti”.

Per chi ne ha voglia si cerchi sulla “rete” i Campi Hobbit e le discettazioni del prof. Marco Tarchi e dei giovani di allora – si parla degli anni 70 – che già erano arrivati “prima”. Bontà dell’Istruzione, delle Idee e delle aspirazioni allora non sinistre e non comprese dalla sinistra.

Perché se ancora si devono fare queste collocazioni politiche attraverso schematismi di comodo, si sappia che “a destra” si era arrivati “prima” a trattare i temi della ecologia ed in genere della salvaguardia del territorio.

Questi barbari sinistri e di sinistra cercano di occupare un terreno non loro.

Abbiamo già scritto della Piazza d’Armi e della fortezza Santa Barbara, ambedue lasciate alla scarsa tutela, all’incuria e al dominio di tutti quei disgraziati tanto cari ai don Mazzi ed ai don Ciotti, figliocci di don Milani, che attingono da queste nefandezze sociali, alle quali dovrebbe sopperire lo Stato, per “televisionarsi” a più non posso. Minuscole starlette, senza tette, per succhiare soldi e solidarietà a buon mercato.

Ginevra Lombardi

Pistoia è un piccolo palcoscenico di resa d’armi incondizionata ai preti di assalto; quelli, come dice il compagno don Mazzi, che dovrebbero stare meno dietro gli altari e, non comprendiamo, o forse, sì, dietro a cosa. Con l’imprimatur del pampero Bergoglio.

Nonostante l’evidenza di una società che ha perso i propri valori e, perché no?, l’etica, assistiamo all’impudicizia di una cultura soggiogata dal relativismo e dall’economicismo più devastante.

Accade in Pistoia, piccolo ectoplasma sociale e politico della piccola Italia, tassello di un piccolo mondo che si chiama Europa.

Si fondono artatamente comunità locali in ossequio alla riduzione della spesa e nel contempo si attuano politiche nazionali di “meticciato” sociale che non soddisfano alcuna delle parti: il tutto in ossequio al Dio-denaro.

La cosiddetta sinistra non ha l’autorità morale di fornire strumenti di risoluzione civile e l’ha dimostrato.

La cosiddetta destra, quella per lo meno non contaminata da questa lebbra modernista, ha l’obbligo di mantenere viva quella fiamma che, prima o poi, darà i suoi frutti.

Non dimenticando mai che il comunismo è l’esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l’umanità (T. Marinetti).

I comunisti, grazie a Dio (e a Pol Pot), sono morti. Il comunismo nelle sue forme più sporche, purtroppo, no.

[Felice De Matteis]

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