I MANIFESTI URLANO DAI MURI: «NO ALLA GIOSTRA DELL’ORSO!»

«Di certo le questioni irrisolte prima o poi presentano il conto – a cominciare dalla paternità della foto...»
Il manifesto della discordia
Il manifesto della discordia

PISTOIA. Grandi manifesti – 6 x 3 a occhio e croce – colpiscono lo sguardo in punti strategici della città.

L’immagine è quella più triste della giostra dell’orso 2014, il cavallo con la zampa rotta e il cavaliere a terra. Le parole riassumono tutti i temi oggetto di discussione in commissione consiliare e in città. L’imperativo è Aboliamo la giostra dell’orso.

Enpa e Oipa, i due enti nazionale e internazionale a difesa degli animali firmano, si fanno promotori di questa scelta nelle more della politica che non decide, non risolve, non dà disposizioni per una consultazione popolare come era stato annunciato (che comunque apparirebbe fuori tempo massimo se si considera il numero di commissioni già fatte e quante ne sono programmate su questo tema).

Nell’angolo in basso a destra del manifesto, si legge “spazio gentilmente concesso da una persona speciale”, non offerto, non pagato ma concesso.

Una persona sensibile, un animalista, insomma una persona speciale può aver messo mano al portafoglio per promuovere la lotta alla Giostra ma lo spazio per le affissioni lo concede l’ufficio apposito, cioè il Sindaco, in teoria.

Se ne può dedurre che sia stato il primo cittadino a lanciare questa offensiva al mondo della giostra?

Di certo le questioni irrisolte prima o poi presentano il conto – a cominciare dalla paternità della foto…

Vediamo.

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