«I NOSTRI TRENI SONO DAVVERO SICURI?»

La stazione di Pistoia. 1
La stazione di Pistoia

PISTOIA. Scrive un nostro lettore:

“Mi trovo a scrivervi in quanto vorrei portare alla luce un problema che ritengo essere molto importante: mi riferisco alla sicurezza sui treni.

Sono un pendolare che usufruisce del Treno 6607 con partenza alle 7:15 circa da Pistoia a Firenze Santa Maria Novella. Il treno è composto da 2 treni distinti denominati Jazz e collegati-attaccati assieme, ma di fatto non
comunicanti (per cui il passeggero deve decidere se montare nel treno di testa oppure nel treno di coda, senza avere la possibilità, una volta a bordo, di poter muoversi dall’uno all’altro).

Ebbene, oggi ho avuto la certezza che quello che pensavo corrisponde a realtà: il capotreno presente nel treno di testa ha affermato che “ha avuto ordine dai sui superiori di Trenitalia di non recarsi nel treno di coda… anzi, un collega che in passato si era permesso di eseguire il proprio lavoro nel treno di coda è stato “cazziato” bene bene.

Ciò sta a significare che tutti i giorni il treno 6607 è in servizio con il treno di coda privo di capotreno, mettendo così in pericolo l’incolumità di tutti i passeggeri presenti all’interno.

Mi domando su quelle che potrebbero essere le conseguenze dovesse accadere qualsiasi cosa come ad esempio un mal funzionamento delle porte, o peggio, un incendio o situazioni di pericolo dovute alla presenza massiccia di
immigrati.

Si vuole forse creare un treno ad hoc per gli oramai innumerevoli extracomunitari (e non solo) privi di titolo di viaggio?

Trenitalia ha trovato così la “soluzione” alla dilagante violenza perpetrata ai danni dei capitreno?

Il problema è grave e penso non sia da sottovalutare. Se la sicurezza non deve essere un optional, in questo paese stiamo evidentemente sbagliando strada!

Ho ovviamente già provveduto a segnare il problema mediante l’apertura di un reclamo nel sito di Trenitalia, ma non credo serva a molto… purtroppo.

Spero ovviamente di sbagliarmi, ma ho la sensazione che sia un problema dilagante e non si esaurisca nel perimetro della regione Toscana.

Spero quindi possa servire a far da “leva” verso coloro i quali dovrebbero essere preposti a risolvere questo concreto problema di sicurezza nei trasporti pubblici”.

[lorenzo]

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