I POVERI CRESCONO: E NON SONO STRANIERI

Impressionante la miseria degli italiani ridotti all’elemosina dalla politica che mangia tutto per sé. Presentato il “Dossier Caritas” alla presenza del Vescovo Tardelli
L’intervento di Marcello Suppressa alla presenza del Vescovo Tardelli, di don Palazzi e di don Tofani
L’intervento di Marcello Suppressa alla presenza del Vescovo Tardelli, di don Palazzi e di don Tofani

PISTOIA. È il partito mondiale che vanta il maggior numero di iscritti. Senza tessera. Perché non è affatto prestigiosa. Ma nonostante il tacito accordo che li accomuna, ignorano di essere una forza, una risorsa. E tacciono. Subendo, sistematicamente, le decisioni della minoranza. Che vanta un esiguo numero di iscritti, tutti con tessera, prestigiosissima.

I più sono i poveri, i meno sono i ricchi. E anche a Pistoia, realtà urbana che sfugge, fortunatamente, alle macrodinamiche conflittuali, il partito dei più cresce, con preoccupante energia, in silenzio.

Lo dicono i dati, sulla povertà e le risorse, inseriti nel dossier rEsistiamo curato dalla Caritas e che è stato presentato stamattina al Seminario Vescovile, a Pistoia. Il numero delle persone ascoltate presso i Centri diocesani, dopo alcune variazioni ininfluenti tra il 2010 e il 2011, è costantemente aumentato, fino a raggiungere, nei primi sei mesi del 2014, la poco invidiabile cifra di 1.682 persone. L’aumento, in relazione al 2013, è solo del 3,2%, ma rispetto al quinquennio precedente, arriva al 33,9%.

“Nel dossier del 2009 – ha detto Marcello Suppressa, direttore della Caritas di Pistoia, uno dei relatori, con il nuovo Vescovo, Fausto Tardelli e altre autorità cittadine civili e militari presenti –, ci ponemmo una domanda: chi sono i poveri? In tutti questi anni abbiamo cercato di dare un volto al problema, allargando, parecchio, la visuale e uscendo, per forza di cose, dagli stereotipi fino ad arrivare alla conclusione che i poveri non sono purtroppo più soltanto quelli che si trovano in mezzo ad una strada”.

Tornando ai dati strettamente numerici, che non rappresentano, inoltre, la totalità dei bisognosi (non è affatto un vanto riconoscere la propria indigenza, si preferisce che si sappia il meno possibile, ricorrendo a qualsiasi stratagemma), nella zona coperta dall’assistenza e dallo studio della Caritas (Pistoia, Quarrata, Montemurlo, Agliana, Poggio a Caiano, Lamporecchio, Serravalle, Carmignano, Montale e altre comunità) si è passati, dal 2010 ad oggi, da 1.256 persone a 1.682; un incremento impressionante, ma sommerso e sommergibile, che ancora non desta le dovute preoccupazioni.

E non crediate che il triste portento aritmetico sia dettato dalla massiccia presenza di extracomunitari: dal 2010 ad oggi, i nostri conterranei sono, quasi sempre, poco meno della metà degli ascoltati, in una forbice che oscilla tra il 46 e il 48%.

L’Aula Magna del Seminario durante la presentazione del dossier
L’Aula Magna del Seminario durante la presentazione del dossier

Nel dossier, seppur semplice, ma curato in ogni sintomatico dettaglio, i curatori del libretto si sono preoccupati anche di entrare nello specifico, analizzando, oltre che le provenienze geografiche, anche i nuclei familiari, i titoli di studio, il numero dei componenti dei vari nuclei e di tutti quegli elementi che servono a mettere in luce, nel miglior modo, la specificità del problema.

Nel partito delle minoranze, che è quello che guida il mondo, una consistente percentuale è rappresentata dai demagoghi, che sono quelli che fingono di occuparsi e preoccuparsi della maggioranza degli esclusi, ma che in realtà non fanno nulla perché le distanze si riducano. Anzi.

La lotta alla povertà e in difesa degli ascoltati dovrebbe muovere i primi passi concentrando gli sforzi su questa fascia, che è l’anello di (s)congiunzione tra il mondo virtuale e il mondo reale, perché altrimenti siamo tutti boxeur, ma poi, pesti, a casa, tornano sempre gli stessi!

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