I QUATTRO MOSCHETTIERI IN AMERICA

Giovanni Guerrirei, Guido Bartoli, Giulia Solano, Giulia Gallo-
Giovanni Guerrirei, Guido Bartoli, Giulia Solano, Giulia Gallo

PISTOIA. Una radio, americana, di cartone, che continua ad emettere il proprio bollettino anche senza la corrente. Sotto uno dei tanti ponti di Brooklyn, i quattro Moschettieri (in America), scappati dalla Francia e riparati, chissà per quale motivo, negli Stati Uniti, cercano rifugio e la stazione ferroviaria per scappare quanto prima da Broadway.

Il sottofondo è un zum pa pa ininterrotto, che Giulia Solano emette con tassonomica intermittenza. Giulia Gallo invece è la chansonnier, la didascalia della sequenza di vignette che si animano sul piccolo palco del piccolo Teatro Mauro Bolognini, dove in serata è andata in scena la terza e ultima puntata del radiodramma animato dedicato a Nizza e Morbelli.

Giovanni Guerrieri è D’Artagnan ed è il capo della cricca transalpina che ha organizzato questa fuga dall’altra parte dell’Oceano. Guido Bartoli invece è il vignettista, che sulla carta da mercato illustra la cronistoria cantata della collega.

Nella saletta, una masnada di piccoli: qualcuno di loro già avvezzo a certe situazioni, altri, alle prime armi. Ci vuole la magia dell’atmosfera per riuscire a zittire tutti, ma l’impresa è fattibile e i quattro moschettieri ci riescono. Uno show brevissimo, adrenalinico, con una sequenza ininterrotta di colpi di scena, allegorie, boutade, richiami alla fumettistica di ogni tempo, con una fantasia straordinaria che riesce a supplire ad una scenografia che parrebbe in più, se ci fosse stata.

Una coordinazione eccellente, un ritmo nobile, anche se sullo sfondo c’è l’America della fine degli anni ‘30, quella della crisi mostruosa, che molti statunitensi riuscirono a superare solo togliendosi la vita. I quattro moschettieri e il loro agente di spettacolo, un piemontese abituato a bere, fuggono da tutto e da tutti, soprattutto dalla polizia che è alle loro calcagna: si nascondo nei bagni della stazione e con uno stratagemma degno delle migliori pellicole, riescono finalmente a fuggire, a salvarsi e a salire sul treno.

I bambini in sala commentano a voce alta: le mamme si raccomandano affinché tacciano, ma è lo spettacolo interattivo, non si può stare zitti. Dopo gli applausi, è il momento più atteso, quello della distribuzione delle figurine. Sì, perché con questa terza punta si chiude anche l’album distribuito agli spettatori alla prima, che si è andato arricchendo della seconda e terza parte.

Domani, e fino a domenica, si replica, sempre alle 19. I bambini sono stati avvisti, le mamme che li accompagnano pure. I papà restano a casa, come al solito.

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