«I SAY PALESTINA»

Una veduta di Hebron
Una veduta di Hebron

PISTOIA-MONTALE. Nell’ambito della rassegna dedicata alla promozione della Campagna Nazionale Arci “I say Palestina”, Arci Servizio Civile Pistoia insieme ad Arci Comitato Provinciale di Pistoia hanno organizzato un cineforum itinerante fra alcuni dei circoli della provincia, sul conflitto israeliano-palestinese.

A Viterbo, in occasione del Forum nazionale dell’Arci, è stata presentata la campagna I say Palestina a sostegno dei diritti della popolazione palestinese. Lo stallo e l’insuccesso dei negoziati, a venti anni dagli accordi di Oslo, non possono costituire un alibi alla negazione di diritti a un intero popolo che vive da 45 anni sotto occupazione militare.

Per questo la campagna si chiama ‘Palestina, una nazione senza stato, un popolo senza diritti’: per richiamare, al di là del percorso dei negoziati, l’attenzione sulle condizioni di vita quotidiana dei palestinesi, sui diritti inalienabili di bambine e bambini, di giovani, di donne e uomini, per riconoscere come società civile, dal basso, l’identità nazionale palestinese, lo stato di Palestina, il diritti del suo popolo.

Il primo appuntamento avverrà in data 1 ottobre alle ore 21.00, presso il Circolo Arci di Montale. Verranno proiettate alcune parti dei documentari “This is my land… Hebron” di Giulia Amati e Stephen Natanson, e “Good times” di Alessandro Cassigoli. Durante la serata interverranno Stefano Bartolini, storico, e Ahmed Aldowi, avvocato palestinese e mediatore linguistico-interculturale.

Il film di Giulia Amati e Stephen Natanson racconta di Hebron, luogo conteso e dominato dall’odio e dalla violenza. 600 coloni israeliani vivono protetti da 2000 soldati nel centro storico di una città popolata da 160.000 palestinesi. Nel 1967 un gruppo di 30 coloni decise di trasferirsi nella città per riprendere possesso di quella che consideravano una parte importante della Terra Promessa. Oggi Hebron è l’unica città dei Territori Occupati in cui troviamo una colonia israeliana nel cuore di una città palestinese.

Qui il conflitto ha preso la forma di una guerra tra vicini di casa dove l’obiettivo è conquistare un metro in più di città al giorno, tenere il nemico sotto controllo o semplicemente resistere. Sputare, insultare, tirare pietre e calci, abusare degli altri sono attività della vita di tutti i giorni. Bambini, donne e militari partecipano a questa guerra quotidiana.

Il film-documentario di Alessandro Cassigoli narra invece di un piccolo villaggio palestinese vicino a Gerusalemme, Abu Dis, diviso in due parti da un muro costruito nel 2002 dal governo israeliano.

Molti palestinesi sono costretti a varcare tutti i giorni questa barriera fisica e militare per andare a lavorare o svolgere altre attività quotidiane. Il documentario mostra la vita quotidiana degli abitanti, il loro strano rapporto con i soldati israeliani, le loro speranze.

[arci pistoia]

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