I SINDACI, QUESTI SIGNORI CHE PIÙ PARLANO PIÙ S’INCASINANO

Danti e Napolitano. Il Tirreno, 7 dicembre 2014
Danti e Napolitano. Il Tirreno, 7 dicembre 2014

ABETONE-MONTAGNA. Da un certo punto di vista fanno tenerezza, i Sindaci, perché mostrano che la politica (ma prima ancora la gente e gli elettori che li votano, quei Sindaci lì) non ragionano con la testa e non fanno lucide analisi, ma vanno a diritto perché lo stomaco e il colon elaborano la zuppa, qualsiasi zuppa, che entra nelle loro bocche la sera prima.

Dall’altro fanno rabbia, quei Sindaci lì: se non altro perché danno dimostrazione certa di un’Italia con le toppe al culo

  • che non ha fatto nessuna strada dal 15-18
  • che non ha passato vent’anni di fascismo
  • che non ha fatto la guerra di liberazione
  • che non dato vita a una Costituzione
  • che non ha capito e attuato quella Costituzione e
  • che – come in uno spettacolo di Arbore – tra clarinetti e chitarrine, minchie e pifferi, si scalda e soffre di “cappellismo” (il cappello in mano dinanzi al personaggio potente) come il pòero Renzo dei Promessi Sposi quando va da Azzeccagarbugli per farsi prendere in giro.

Mi riferisco a Danti che rilascia un’ulteriore dichiarazione al Tirreno (insiste, eh…!) e che, per giustificarsi della sua “colitica” indignazione, aggiunge un baffo ornamentale dove ne aveva già un altro: e sviene come una fan di Vasco Rossi dinanzi alla gigantesca figura di Napolitano.

Se dinanzi al potere ci si deve comportare così, è davvero meglio morire e lasciare questo mondo di servi di partito.

Se si pensa che anche Re Giorgio sia un intoccabile, voglio ricordare a Danti che a Pistoia si sta facendo, in questi tempi, il processo agli Untouchables e che di Untouchables, in Italia, ce n’è anche troppi – a cominciare, proprio, dalle nutrite file del Partito [più] Democratico del mondo.

Tutti proni e con il cappello in mano: così ci si comporta!
Tutti proni e con il cappello in mano: così ci si comporta!

Mentre la nostra Costituzione – che nessuno rispetta a iniziare dalla politica in giù – recita che «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge» a prescindere da tutto e quindi anche dall’essere Herr Präsident der Bananen-Republik (art. 3); e che «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (art. 21), e che perciò, quindi, anche i contestatori montani – peraltro educati come delle ‘vergini di clausura’ – altro non hanno fatto che esprimere una loro opinione e segnalare un loro problema nei modi che rientrano nel «liberamente» e nell’«ogni altro mezzo di diffusione», Danti ha voluto dare il meglio di sé calandosi nelle braghe del moralista. E scazzando alla grande.

A Danti che ha il senso gregario del culto della personalità, noi di Linee Future, malvisti da tutti, «ma però» liberi e costituzionali, consigliamo una bella cura rieducativa intensiva– si fa anche quando a uno gli tolgono la patente, no…? – così fatta:

Imparerà molto, il Sindaco Danti, su cosa sia il “vero rispetto” in termini biunivoci:

  • del popolo verso Napolitano
  • di Napolitano verso il popolo lavoratore.

E buona sciata morale a tutti!

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One thought on “I SINDACI, QUESTI SIGNORI CHE PIÙ PARLANO PIÙ S’INCASINANO

  1. caro sig. Bianchini una cosa non mi torna, abbiamo da poco passato le elezioni amministrative ( pochi mesi fà) questi signori sono stati eletti dal popolo e come si dice il popolo è sovrano, allora se hanno dato fiducia a questi individui perchè si lamentano? avevano l’opportunità di cambiare, di eleggere persone che venivano dalla società e che non hanno nessun conflitto di interessi sul territorio e non lo hanno fatto, potevano trovarsi loro dei candidati validi e non lo hanno fatto, e come dice un vecchio detto inutile piangere sul latte versato

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