IL CONSIGLIO, LE ‘CANNE’, LA BILLERO E IL SARTESCHI

Argomenti... fumosi in Consiglio
Argomenti… fumosi in Consiglio

PISTOIA. Il consiglio comunale di oggi pomeriggio è partito caracollando, in attesa di poter affrontare il tema del concorso sulla riqualificazione di Piazza dello Spirito Santo che in questi giorni ha catalizzato tanta attenzione.

Assente il Sindaco, dalle ore 15:00 alle 17:20 si è parlato, riprendendo dalla seduta di lunedì scorso, dell’ordine del giorno presentato dalla Consigliera Billero e relativo all’uso delle droghe leggere.

In sé l’argomento non presentava un interesse enorme. Sull’uso delle droghe leggere a scopo curativo o comunque su un orientamento culturale più possibilista di fronte ad un atteggiamento molto diffuso, specialmente nella fascia più giovane della popolazione che considera la “canna” un affabile compagno di giochi, si è molto discusso a livello nazionale, le posizioni sono molto differenziate e quindi l’intervento del Consiglio Comunale di Pistoia avrebbe potuto servire da stimolo ad una riflessione politica sì, ma abbastanza fine a se stessa (come quando in anni lontani si presentavano ordini del giorno contro la guerra nel Vietnam o più recentemente contro la lapidazione delle donne nell’Islam).

Il fatto è che – dove non credi spera! – il Pd aveva presentato un emendamento che all’aula e ai presentatori dell’o.d.g. era apparso dar vita ad una proposta alternativa ma che avrebbe avuto la meglio per la forza numerica preponderante del Pd.

Insomma di fronte ad una questione di interpretazione del regolamento comunale protrattasi a lungo tra le argomentazioni degli uni e degli altri, ha preso la parola il capogruppo del Pd, Sarteschi, che ha affermato di essere sconcertato dalla discussione che si era sviluppata poiché il Pd avrebbe presentato l’emendamento in quanto non era stato messo al corrente dell’o.d.g. della Consigliera Billero mentre se lo fosse stato avrebbe presentato un altro ordine del giorno, perché comunque – ha aggiunto Sarteschi – se il Pd ha la maggioranza è perché ha vinto le elezioni e quindi ha fatto una cortesia a Billero a presentare un semplice emendamento. Ha poi ammonito a non cercare di creare dissapori in casa Pd perché chi ci dovesse provare va a picchiare nel muro (i termini esatti utilizzati dal capogruppo, in quel momento di forte concitazione potrebbero essere lievemente diversi, si vedrà semmai dalla sbobinatura). Certo di impatto.

Il Consigliere Patanè gli ha poi ricordato che se hanno vinto le elezioni ciò dà loro più doveri che diritti dopodiché è uscito dall’aula.

La consigliera Billero ha poi deciso di non ritirare l’ o.d.g., ma di votare contro l’emendamento “forzatura” del Pd.

Parecchi consiglieri hanno lasciato l’aula; al momento del voto sull’emendamento è venuto meno il numero legale, il Presidente ha aggiornato la seduta alle 17:30 confidando in una resipiscenza da parte di qualcuno.

Anche perché quei più quattro che tremila euro che si spendono per una seduta di consiglio, coi lumi di luna che per ora continuano ad illuminare le nostre notti (v. lampioni uno sì e uno no ) ci vanno a occhio.

Alle 17:40 riparte l’appello: manca il numero legale.

Ite, missa est.

 

GRAZIE, PADRONE…!

 

Giovanni Sarteschi, capogruppo del Pd
Giovanni Sarteschi, capogruppo del Pd

IL SARTESCHI è un bravo ragazzo. Un giovane simpatico, con gli occhi chiari come tutti i nordici calati con le orde del passato. Il suo cognome finisce in –eschi, come tedeschi e Radetzky: probabilmente è un – non se la prenda… – òngaro i cui antenati cavalcavano e pascolavano cavalli sul Balaton o a Pannonhalma, e mangiavano grasso d’oca spalmato sul pane. Punto.

Al di là del punto, il buon Sarteschi, avvocato che difende, in veste civile, il Comune di San Marcello – se non erro – per le bestialità della Comunità Montana, è e resta un Pd: e il fatto di dare risposte come ha dato, lo incasella benissimo – e peccato che non ve lo ponga, come si direbbe, sotto vuoto spinto – dentro quel mirabile partito che si è impossessato ‘democraticamente’ del potere e che ci sta ‘democraticamente’ ammazzando.

Da un Parlamento illegale (lo ha detto la Costituzionale e non io) e dopo il casino distillato dell’elezione presidenziale, quel Partito Dominante ci ha donato – e lui, il Sarteschi, che è avvocato, dubbi non dovrebbe averne… – un Presidente della Repubblica illegale: perché, se non è cambiato il diritto, dall’illecito non si genera mai un atto lecito, se non dopo una rivoluzione, pur cruenta e sanguinaria che sia.

E da un Presidente della Repubblica illegale, ci ha donato – sempre quel provvidenziale partito di catto-comunisti, e bontà sua –, due Presidenti del Consiglio illegali: designati da un Presidente illegale con poteri illegali, e non eletti come Dio vorrebbe. Letta e Renzi, infatti, chi sono, sotto il profilo giuridico-legale, se non due extracomunitari del diritto?

Eppure, siccome loro – gli òngari di Sarteschi – hanno vinto le elezioni (sì: ma gli ricordo che lo hanno fatto anche con il broglietto del Ponte alle Tavole… quisquilie, per i veri democratici), noi dobbiamo ringraziare il cielo ogni volta che respirano, che ruttano o che russano. Che culo, viene da dire! E che senso della legalità e del rispetto degli altri in un uomo di legge!

Quand’ero bambino e non capivo ancora, d’estate i miei mi portavano al mare a Viareggio. Ormai eravamo fissi da due signori molto simpatici, Lorenzo e Ada Domenici. Avevano una casetta a due piani con un orto interno e vite a pergolato che dava su altri orti interni e giardini.

Una volta ricordo che i miei si misero a ridere come ossessi perché, nell’orto vicino, una coppia stava ferocemente litigando e lei diceva, urlando, a lui: «Grazie, padrone! T’ho portato le mele!».

Allora ero troppo piccolo per capire. Oggi, anche grazie alla battuta-pensiero del Sarteschi-tedeschi-Radetzky, ho finalmente compreso.

Piuttosto: lui, il capogruppo, avrà capito? Altrimenti cerco di spiegarglielo parola per parola…

Edoardo Bianchini

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