IL CONSORZIO OMBRONE LASCI VIVERE LA ‘GORICINA DI CANDEGLIA’

La Goricina al bivio tra Via della Valle e Via Crespole e Fabbriche
La Goricina al bivio tra Via della Valle e Via Crespole e Fabbriche

PISTOIA. Andrea Betti, per conto del Comitato di Candeglia, ha presentato questa interrogazione con risposta scritta. Vi si rappresenta una situazione in cui, in nome della sicurezza, si sta distruggendo un micro-ecosistema ad ampio spettro quanto a ricchezza di biodiversità.

Il problema, fra l’altro, interessa come dice lo stesso Betti nella mail di accompagnamento – un centinaio di famiglie.

Ecco il testo integrale:

OGGETTO: mantenimento del flusso minimo vitale di acqua nella Goricina di Candeglia e suoi affluenti.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA – PER CONTO DEL COMITATO

Facciamo presente che, da qualche tempo a questa parte, personale del Consorzio di bonifica Ombrone Pistoiese e Bisenzio sospende frequentemente e totalmente il flusso di acqua proveniente dalla Bure di Baggio nella Gora detta “Goricina di Candeglia”, in caso di precipitazioni atmosferiche intense o anche normali, agendo sulla presa di alimentazione dal Torrente Bure di Baggio sponda DX idrografica, posta in località denominata “Flori” all’altezza del bivio tra Via della Valle e Via Crespole e Fabbriche.

Tale gesto sarebbe sommariamente motivato dal Consorzio come “essenziale per evitare esondazioni della Gora durante gli allerta meteo”.

Ciò non corrisponde alla realtà, la Goricina di Candeglia difatti mantiene un flusso pressoché costante da sempre ed i dati storici in possesso della popolazione di Candeglia e dintorni non riportano mai alcuna tracimazione, anzi, la Gora agendo da scolmatore rappresenta proprio una valvola di sfogo del Torrente Bure di Baggio che potrebbe, in mancanza dell’alleggerimento di portata di cui beneficia dalla Goricina, provocare veramente seri danni in caso di piena.

Le sospensioni del normale deflusso si protraggono anche per 20-30 giorni, creando danni irreparabili a un ecosistema che è fonte di vita e riproduzione per rane ed altri anfibi, pesci, rettili, molluschi, insetti alati, flora acquatica e di sponda, nonché costituisce approvvigionamento idrico per animali domestici e selvatici presenti numerosi in zona tra cui volpi, faine, ghiri, ricci, cerbiatti e qualche istrice.

La Gora rappresenta un naturale vivaio ittico, con avannotti ed esemplari anche adulti di trota fario, barbo canino (in altri fiumi oramai quasi completamente scomparso), vaironi, triotti, ghiozzi di fiume e altre specie tipiche ed autoctone.

Viceversa, in mancanza di acqua, nell’alveo scorrono, non diluiti, reflui di scarichi fognari, lavatrici, lavastoviglie e lavatoi, provenienti da abitazioni di cittadini poco civili, provocando inconvenienti igienico-sanitari e cattivi odori eccessivamente molesti e insalubri, visto che la Gora attraversa praticamente tutto il centro abitato, a contatto con giardini e civili abitazioni e dove spesso giocano bambini.

Inoltre, la zona in oggetto risulta tutelata da numerosi vincoli ambientali in quanto rappresenta una testimonianza tangibile della vecchia “civiltà contadina” con i numerosi casali rustici, edifici rurali, attività antiche come mulini e frantoi, e con presenza di vaste aree a verde, campi coltivati e collinette boscate, e soprattutto il parco fluviale dei Torrenti Bure di Baggio e Bure di Santomoro, comunemente denominate “le due Buri”.

La Goricina al bivio tra Via della Valle e Via Crespole e Fabbriche
La Goricina al bivio tra Via della Valle e Via Crespole e Fabbriche

Questo Comitato non pensa proprio che la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le Provincie di Firenze, Pistoia e Prato, qualora ne venisse a conoscenza, possa tollerare un simile status, il cui risultato è rappresentato da un fossato prima pieno di flora e fauna acquatica ed oggi semplice cloaca a cielo aperto maleodorante e frequentata solo da ratti.

La Goricina di Candeglia serviva, e serve tuttora, per irrigare campi, orti e giardini, ed alimentava anticamente le macine di vari frantoi e mulini, e fin dall’antichità non ha mai creato problemi di sversamenti o tracimazioni proprio perché ben regimata da un flusso pressoché costante.

Molti utenti inoltre corrispondono un oneroso canone irriguo alla Provincia ed al Consorzio per poter utilizzare un bene che è di tutti, l’acqua, che oggi il consorzio stesso gli sottrae senza alcun valido motivo ma solamente per una cieca e insensata burocrazia.

Pertanto, per i motivi sopra esposti, i cittadini di Candeglia, contribuenti del Consorzio stesso, chiedono fermamente che venga ripristinato il deflusso normale e comunque chiedono la possibilità di mantenere un minimo flusso vitale costante della Gora di Candeglia e di tutti i suoi affluenti.

Andrea Betti
Consigliere Provinciale

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