IL FENOMENO-ATTRAZIONE DEL PRONTO SOCCORSO

Una crescita che non sembra arrestarsi. «E mentre medici e infermieri si occupano di gestire i pazienti (in particolare in tutte le fasi assistenziali ogni paziente ha sempre un infermiere di riferimento) agli operatori socio sanitari è affidato il compito di soddisfare i bisogni di base: dall’informazione all’utenza alla gestione dei familiari adottando il “Manuale del Buon Accompagnatore”»
Il pronto soccorso del San Jacopo
Il pronto soccorso del San Jacopo

PISTOIA. Continua ad essere in crescita il numero di pazienti che si rivolge al pronto soccorso del presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia.

Dalla sua apertura, nel 2013, nella nuova struttura ospedaliera, sono in costante crescita gli accessi: in un anno sono arrivati ad essere quasi 4.000 in più.

Il dottor Andrea Cai direttore del pronto soccorso fa notare che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2013 i pazienti trattati al pronto soccorso erano stati 54.130; sono arrivati ad essere 57.508 nello stesso periodo del 2014 con un 3% in più di codici in emergenza e urgenza (gialli e rossi insieme) passati dal 25,5% al 28,1%.

Il “fenomeno attrazione del pronto soccorso del San Jacopo” è stato rappresentato dal dottor Piero Paolini, direttore del dipartimento di emergenza e urgenza, al MeS-laboratorio management e sanità della Scuola Superore San’Anna di Pisa – nell’ambito della presentazione degli ultimi dati sui progetti di miglioramento della struttura e sull’esperienza riferita dai pazienti che hanno usufruito del servizio.

L’indagine è stata condotta nei soli pronto soccorso dei nuovi ospedali della Toscana (Prato, Lucca e Pistoia) ormai in funzione.

Mentre nel 2013, secondo l’opinione dei cittadini intervistati, il pronto soccorso del San Jacopo presentava delle criticità nel 2014 la maggior parte dei giudizi espressi dai cittadini si colloca nella fascia verde scuro e verde (che fa riferimento ad ottimo e buono) e tra questi in particolare troviamo, per esempio, la cortesia del personale e i tempi di attesa che si sono ridotti.

Gli interventi attuati all’interno del pronto soccorso pistoiese, per modificare cosa non andava, hanno riguardato soprattutto l’organizzazione interna e i percorsi, per far crescere l’efficienza e quindi per accelerare tutti i processi relativi alla cosiddetta “presa in carico” del paziente al suo arrivo in pronto soccorso, indipendentemente dal codice di accesso.

L’introduzione del monitoraggio del posti letto, con verifiche dalle ore 12 alle ore 15 di ogni giorno, il collegamento costante con il servizio territoriale di dimissioni programmate per garantire a coloro che ne hanno necessità la continuità delle cure a casa dopo le dimissioni ospedaliere, il consolidamento dell’ambulatorio infermieristico per trattare le problematiche cliniche minori, così da destinare il tempo dei medici alle urgenze maggiori, l’introduzione di equipé specifiche in casi di crisi, hanno effettivamente consentito di rendere più rapidi i percorsi di entrata e uscita dal pronto soccorso e più fluida la gestione delle attese.

E mentre medici e infermieri si occupano di gestire i pazienti (in particolare in tutte le fasi assistenziali ogni paziente ha sempre un infermiere di riferimento) agli operatori socio sanitari è affidato il compito di soddisfare i bisogni di base: dall’informazione all’utenza alla gestione dei familiari adottando il “Manuale del Buon Accompagnatore”.

Un particolare attenzione è stata poi riservata ai pazienti con problematiche socio sanitarie e anziani i cui accessi si erano dimostrati ripetuti e, per i quali, sono stati adottati progetti sperimentali di continuità con il territorio: per circa 500 di questi pazienti sono stati attivati dal pronto soccorso, anche in collegamento con i medici di medicina generale, servizi ambulatoriali, visite specialistiche e assistenza domiciliare.

La coordinatrice infermieristica, Nicoletta Corsi ringrazia tutto il personale, gli infermieri e gli operatori socio sanitari per l’impegno di questi mesi.

Anche l’Azienda sanitaria ringrazia tutto il personale, medici e infermieri e operatori di supporto, evidenziando che nonostante siano miglioranti proprio quegli aspetti che i cittadini avevano indicato nell’indagine passata come negativi ora occorrerà migliorare ulteriormente, soprattutto laddove permangono ancora criticità: per esempio dovranno essere privilegiati i percorsi che riguardano i pazienti cronici e oncologici (che rappresentano quasi il 40% degli accessi) con modalità di presa in carico particolari che sono già allo studio.

Pur non essendo stato oggetto dell’indagine si ricorda che anche il pronto soccorso di Pescia è stato recentemente rinnovato, sia da un punto di vista strutturale, che nelle nuove attrezzature e tecnologie elettromedicali e ciò ha permesso di realizzare anche nell’Ospedale di Pescia un progetto che presenta aspetti sicuramente innovativi dal punto di vista organizzativo con elementi qualificanti per una migliore gestione delle emergenze e urgenze grazie a maggiori e più funzionali spazi a disposizione dei sanitari.

[ponticelli – asl 3 pistoia]

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