IL FESTIVAL BLUES SCALDA I MOTORI

Presentati da Tafuro e Bertinelli gli ultimi dettagli della 35esima edizione
Giovanni Tafuro e Samuele Bertinelli
Giovanni Tafuro e Samuele Bertinelli

PISTOIA. I puristi della musica afroamericana per eccellenza storceranno un po’ il naso a leggere i nomi che impreziosiscono questa 35esima edizione del Festival Blues. Ma le cose, da quando piazza del Duomo a Pistoia la prima edizione della rassegna (1980), sono decisamente cambiate e anche la musica, che conosce ancora i suoi meravigliosi interpreti, è diventato altro, nel frattempo.

Il succo della conferenza stampa di presentazione dell’imminente Festival pistoiese tenutasi stamani nella sala del Gonfalone in Palazzo di Giano è in pratica questo. Il pubblico di B.B. King, insomma, è invecchiato come il suo beniamino e non ha più tempo, voglia ed energia di trascorrere una serata in piedi nel catino di una piazza.

Dall’orizzonte arrivano i nuovi utenti, internetizzati, navigatori stantii delle società moderne, affascinati da ben altro. E siccome il Festival va giustamente difeso ad oltranza, ora poi che i commercianti hanno capito che è un affare straordinario, è necessario che l’evento si adegui.

Infatti non è più il solito fine settimana, ma stavolta si consuma addirittura a cavallo, tra giovedì 10 e giovedì 17 luglio, con una miriade di eventi, i cui prezzi vacillano tra l’offerta gratuita fino ai 45 euro delle tribunette per vedere Jack Johnson e che non si concentreranno solo sul palco leggendario della manifestazione, ma si incuneeranno nelle viscere della città, provando a defocalizzare l’attenzione urbana non solo in quelle benedette-maledette decine di metri quadrati della Sala.

Lo hanno capito anche altrove, non solo a Pistoia, che l’offerta non può più essere specifica, settoriale: da anni impazzano gli ipermercati e anche l’intrattenimento non può più concentrarsi su un nocciolo e trascurare tutto il resto, che una volta erano effetti collaterali, da un po’ di tempo a questa parte invece sono diventate le altre iniziative.

Il cartellone è ormai da tempo noto: il blues lambisce la piazza, senza occuparla mai, ma per tutto il resto non c’è da lamentarsi, con offerte eccellenti soprattutto rivolte ad un pubblico meno datato di chi scrive. La città, stavolta, non si farà trovare impreparata, con servizi che lambiranno le varie iniziative, ad iniziare dall’adesione offerta da molti ristoratori che proprio in occasione della rassegna offriranno al popolo dei visitors menù eccellenti a prezzi abbordabili.

Il lato caratteristico è stato illustrato dal primo cittadino di Pistoia, che ha illustrato quasi tutto quello che la città riuscirà a proporre, nell’ottica dell’ulteriore impreziosirsi della manifestazione e in quello della salvaguardia dei residenti del centro, che temono, nella settimana del Festival, una nuova caporetto del buon costume.

Al direttore artistico invece il compito di tessere le lodi dei vari artisti che si alterneranno sul palco e lungo le vie della città. Mancano solo pochi dettagli, poi ci si imbarca in questa nuova avventura. Puristi e nostalgici abborderanno l’evento con la smorfia di chi si sente tradito, di chi vuole a tutti i costi difendere il passato, convincendosi e riconoscendo, ma solo a fine rassegna, che le loro obiezioni erano solo il frutto dell’incedere dell’età, la vera inclemenza.

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