IL FUTURO DELL’APPENNINO CORRE LUNGO LA PORRETTANA

Sergio Ferroni, Gianluca Chelucci e Olga-Agostini
Sergio Ferroni, Gianluca Chelucci e Olga-Agostini

PISTOIA. È ad oggi una linea ferroviaria all’avanguardia, con un sistema di controllo eccellente. Ma se non si interviene presto, la linea ferroviaria Porrettana, che proprio quest’anno festeggia i suoi 150 anni, rischia di imboccare un binario morto.

“Il recupero è possibile, anzi, doveroso – ha sottolineato ieri pomeriggio presso il salone della ViBanca in via dell’Abbondanza, a Pistoia, l’architetto Olga Agostini –. Possibile perché è una fonte di sviluppo sostenibile, un’alternativa reale all’attuale spopolamento della montagna pistoiese, con il recupero anche alternativo all’originario utilizzo ferroviario di stazioni e centri collaterali utilizzabili come punti di ristoro e pernottamento, con percorsi guidati, per nostalgici, della storia secolare di quei boschi, e amanti degli sport naturali e faticosi, come trekking e mountain bike, aggiungendo le possibili opportunità di biomasse per le fonti di calore, i manufatti, le piantagioni, con tanto di consumo a chilometri zero per la popolazione residente nella Provincia, un cosmo di possibili occupazioni e fonti di guadagno capaci di arrestare l’emorragica tendenza verso i centri urbani e segnare l’inizio di una controtendenza quanto mai indispensabile. Ma anche doveroso, soprattutto in relazione all’ultima frana, quella che ha di fatto interrotto le già flebili circolazioni ferroviarie, aggiungendo ulteriori disagi alla popolazione residente, letteralmente esasperata: occorrono soldi, e parecchi, per ristabilire la sicurezza, l’eco-sistema, i, ripristino del vecchio, interventi circoscritti e senza alcuna lungimiranza che non potranno che allungare l’inesorabile agonia del paesaggio”.

La Porrettana nella Valle del Reno
La Porrettana nella Valle del Reno

È sul paesaggio che si è concentrato lo studio dell’architetto Olga Agostini, una approfondimento particolarmente attento e meticoloso che le è valso un master e che il Touring Club Italiano, rappresentato nell’incontro odierno da Sergio Ferroni console aziendale dell’associazione e Gianluca Chelucci, referente pistoiese, non si è fatto scappare di mano, allestendo attorno a questi studi una vera e propria campagna di informazione e divulgazione, che si svilupperà nei prossimi mesi con incontri, visite guidate e progetti e che oggi aveva il titolo particolarmente chiaro: La ferrovia Porrettana: una opportunità per la valorizzazione del paesaggio dell’Appennino tosco-emiliano.

La Porrettana nella Valle del Reno
La Porrettana nella Valle del Reno

La ricchezza di dettagli tecnici e ambientali e gli approfondimenti storici e culturali dello studio dell’architetto Olga Agostini, presentati nel pomeriggio con l’ausilio della proiezione di alcune slides sulla storia di questa tratta ferroviaria e dei centri che le sono cresciuti attorno, stridono, paurosamente, con lo stato di totale abbandono nel quale versano, indistintamente, tanto la strada ferrata che il paesaggio, reso ancor più triste dalla sistematica fuga delle popolazioni indigene verso la piana e i centri urbani, una tendenza pressoché inarrestabile se non si inizierà presto a tradurre in pratica le intuizioni di Olga Agostini.

 

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