IL GESTO DELL’OMBRELLO: MA ROSSI SAPRÀ LEGGERE?

Il gesto nobile
Il gesto nobile

PISTOIA. È chiaro a tutti che la lotta per le poltrone (e relative prebende, cioè: soldi nostri) è “roba interna” al P[partito] D[emocratico] e alle sue bande, l’una contro l’altra armata.

Non preoccupa l’opposizione che non esiste e che tutti speriamo torni a farsi viva e a operare, se non altro per fare un po’ da contrappeso allo strapotere dei compagni che tali sono quando gli fa comodo, magari a Ponte alle Tavole, e sono democristiani quando devono apparire politicamente corretti nelle forme e nei comportamenti pretaioli.

Quando, però, nel dna la predominanza è senza bandiera, ma solo ed esclusivamente “cafona”, becera e falsamente furba, allora non c’è tessera che tenga.

Il cafone è cafone e se è vero quello che su facebook è riportato, e cioè che il rosso-Rossi ha risposto con il “gesto dell’ombrello” (vedi) a un cittadino della Montagna che lo applaudiva e lo invitava a fermarsi, allora rallegramenti, compagno con la tonaca!

Attenzione, però, perché questo futuro ri-governatore della Toscana era forse giustamente “imbufalito”, a nostro modesto parere, per avere sperimentato sulla sua pelle liscia, morbida e non rugosa per esiti da lavoro, la nobile risposta della Montagna – settore Sanità – al suo strombazzato invito: solamente tre medici di famiglia erano accorsi; ripetiamo tre, erano presenti all’invito, mentre il resto del personale sanitario montano ha giustamente declinato di presenziare a questa ennesima buffonata politica al fu Lorenzo Pacini, oggi Piot.

Il sistema nervoso di ciascun individuo ha i propri limiti e, come dice un vecchio detto, l’unica maniera per non mostrare i propri limiti è quella di non oltrepassarli: cosa che il rosso-Rossi deve aver fatto, dopo aver reso onori e gloria al Signore della Dynamo (Manes) ed essersi ricordato che il famoso eliporto per il Piot di San Marcello, dopo avere distrutto l’ospedale, andava quanto meno ri-promesso; a costo di minacciare di licenziamento l’Abati che, però, dal primo maggio, almeno in teoria, non dovrebbe più svolgere le sue mansioni essendo esse trasferite ai tre super-eroi che dovranno dirigere (! – o digerire?) l’intera Sanità Toscana (vedi).

C’è un altro piccolo dettaglio che non sfugge, però: ed è quello di una corte – quella suprema composta da Abati, Turco e Cei, con Paolini al seguito – che faceva numero in assemblea, ma che vorremo sapere a quale titolo presenziava a quell’incontro fatto solo di propaganda elettorale e, perciò, non istituzionale.

C’erano a titolo di amicizia verso il loro “messere” o come rappresentanti dell’Asl 3? Ma l’educato rosso-Rossi non era lì a farsi campagna elettorale, ripetiamo? O era una campagna elettorale camuffata da visita istituzionale? Ce lo potrebbe dire, con i crismi dell’ufficialità, l’ufficio legale e poi quello stampa dell’Asl 3?

Di tutta questa “manfrina”, l’unica cosa seria è stato il comportamento della Montagna che ha deciso di “non filarsi” questo furbastro con corte annessa e/o incorporata.

Il silenzio e l’assenza sono molte volte più assordanti e abbondanti: è solo una questione di “stile”, quello che la Montagna possiede sempre e che altri nemmeno conoscono.

E se regalassimo a questo politico da più di diecimila euro al mese il libro di Angela Micaelli Battani?

Potrebbe essere una soluzione, ma Rossi, saprà leggere…?

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