il lato oscuro. COMUNITÀ MONTANA E CONTI CORRENTI DIMENTICATI

Nessuno, né Eller né la Procura, si è preoccupato di andare “alla ricerca della pietra verde” e ora diverse cose non tornano. Sichi continua a non rispondere alle nostre domande ma promette che al momento opportuno farà chiarezza in aula. Riepilogo dopo l’inizio del processo a Roberto Fedeli
Il Tirreno, 4 novembre-Roberto Fedeli
Il Tirreno, 4 novembre-Roberto Fedeli

CUTIGLIANO-PISTOIA. L’inizio del processo a Roberto Fedeli – di cui ha parlato ieri, 4 novembre, la stampa locale – ci ha, in qualche modo, stimolato a riprendere in considerazione alcuni aspetti di tutta la “questione ammanco in Comunità Montana”, sotto la luce (e non è un ossimoro) del “lato oscuro della forza”, come si potrebbe dire in un nuovo episodio di Star Wars-Guerre Stellari.

Le vicende giudiziarie di Roberto Fedeli e della cosiddetta “funivia che non c’è”, riaprono – anche con interrogativi inquietanti – i temi sfuggenti (e sfuggiti) in tutta l’indagine su un ente che, come ricorderemo, fu fatto fallire perché, si disse, aveva un debito di un quarto di milione più o meno: eppure, col senno di poi e alla luce delle analisi dei fatti, quel debito era un battito d’ala di farfalla dinanzi alla consistenza patrimoniale e alla solidità economica complessiva dell’ente; fatto di cui nessuno tenne conto prima di votare per la ghigliottina. Insomma, in metafora, si pagarono i debiti – come direbbero a Roma – non “a babbo morto”, ma mentre il babbo era ancora in vita e in buona salute, e mentre veniva frettolosamente chiuso nella cassa e sistemato con due solidi metri di terra sullo stomaco.

Il dottor Roberto Fedeli è stato reintegrato al suo postoPoniamoci, ancor oggi, alcuni di questi interrogativi. E facciamo attenzione a quel che ci chiediamo per cercare di intuire, se non di capire – perché quei due metaforici metri di terra sullo stomaco sono tanti e nascondono forse troppe cose –, se non di capire che le cose non sono andate proprio come “vorrebbero che noi credessimo”.

Intanto Roberto Fedeli, tenuto al palo mentre Rosa Apolito ne è stata sciolta e liberata sùbito, ci ha sempre ripetuto – lo abbiamo incontrato più volte per le vie di città, sotto gli uffici della fu-Provincia – di non aver fatto niente di anomalo con quell’anticipazione di cassa di mezzo milione di € per la non-funivia (soldi poi fumati), e, più ancora, di non aver preso un centesimo.

Ma al contempo Fedeli ci ha sempre indicato, sia pur vagamente – dicendo di non potere, al momento, parlare e aggiungere altro – che, forse, le vere responsabilità di tutta l’operazione “babbo morto” veniva architettata, orchestrata e diretta da altrove (alludeva ai politici…?), ma comunque sempre da dietro le quinte. Quali?

E qui eccoci tornare al nucleo di fusione-fissione del tema-ammanco: com’è iniziato il tutto e com’è finito il tutto all’interno di una vicenda analizzata da Luca Eller Vainicher nella doppia veste di tecnico della Procura/tecnico dei Comuni; analisi-relazione che a tutt’oggi, pur liquidata con una cifra di circa 40mila euro, è stata – sembra – pagata solo a metà, con 20mila €.

Il dott. Luigi Boccia [La Nazione]. È titolare dell’inchiesta che sta andando avanti
Il dott. Luigi Boccia [La Nazione]
Né Eller né la Procura di Pistoia, però, si mossero mai – cosa che sarebbe stata la più naturale di questo mondo – non solo per ricercare, passo passo e accuratamente, quella massa di pezze d’appoggio che sarebbero servite a decide di non scrivere che sulla e per la intera vicenda mancavano documenti e giustificativi (che invece c’arano); ma che avrebbero consentito alla Procura di affrontare il mare oscuro del processo (sia di Sichi che di Fedeli) senza dover navigare a vista e senza strumenti – con il rischio, che pare approssimarsi sempre di più in concreto, di veder finire con un soufflé improvvisamente sgonfio all’apertura del forno.

Intendiamo dire – e anche qui siamo dinanzi a un punto di domanda che non gode del requisito dell’assoluta serenità – che uno degli elementi nodali della questione resta, dopo il riassorbimento della fu-Comunità nella Provincia di Pistoia, la questione della mancata stesura e approvazione del bilancio 2009 (salvo errori): elemento su cui si basa, e non senza una buona ragione logica, un ricorso inoltrato alla stessa Procura di Pistoia da parte del Comitato Recupero Ammanco capitanato da Graziella Cimeli e sostenuto da migliaia di firme montane.

Perché quel bilancio non fu mai scritto? Come mai si ignorò un obbligo ineludibile per un ente pubblico? E perché tutto sembra dormire un sonno così tranquillo nonostante le acque agitate intorno alla vicenda? Quanti politici si nascondono dietro le creste delle onde e quanti consulenti altri dei politici medesimi – stando anche a certe allusioni di Roberto Fedeli –, consulenze che avrebbero indotto e persuaso a non seguire un percorso diretto e lineare, ma (per proseguire la metafora della nave nel mare oscuro) continuamente soggetto a quella che, in termini marinareschi, si definisce correzione di rotta? E come finirà il tutto? Non è, alla fine, possibile, in un semplice “nulla di fatto” proprio perché si è proceduto, fin dall’inizio, con una navigazione più o meno alla cieca?

L’avvocato Cecilia Turco [www.demokrazy.eu]
L’avvocato Cecilia Turco [www.demokrazy.eu]
Come ricorderemo, la parte-Sichi, la più complessa e marcata, è cominciata male: per non dire pessimamente. È iniziata male perché, dopo l’ammissione di responsabilità e il versamento di Sichi di più di centomila € a titolo risarcitorio alla Provincia, l’economo della fu-Comunità non solo ha revocato il mandato al suo legale, l’avvocato Cecilia Turco – motivo su cui lo abbiamo più volte intervistato chiedendogliene ragione, ma sempre con la stessa irremovibile risposta: «non posso dire nulla a causa del segreto istruttorio» – ma ha anche parlato, per ben due volte, con il Pm Boccia rendendo dichiarazioni con cui assicurava di essere stato sostanzialmente indotto ad ammettere le proprie responsabilità ma in violazione dei suoi diritti di difesa e cioè – per essere chiari – senza neppure avere visto le carte processuali d’accusa e, quindi, senza sapere che cosa stava in concreto facendo.

È per questo che, in un tentativo estremo – perché anche noi siamo duri e testardi come dei muli, non si sa mai… –, lo abbiamo chiamato, ieri, e gli abbiamo rivolto ancora una volta le solite domande: «Qual è il motivo del suo divorzio dall’avvocato Turco? E cosa ha detto al dottor Boccia, tanto da fare aprire il filone Fedeli-Aplito, poi rimasto solo Fedeli?».

Giuliano Sichi
Giuliano Sichi

E Giuliano Sichi, l’economo, che ci rispondeva al cellulare dal bosco dove, in questo momento, sta raccogliendo le castagne, ci ha, con la sua solita impeccabile gentilezza e cortesia, risposto: «Ve l’ho detto e ripetuto già almeno tre o quattro volte in passato: non posso rispondere per non violare il segreto istruttorio. Dovete solo avere pazienza, credetemi. Quella che basta per vedere i giochi in aula. Lo sa che l’aula apre spesso spiragli su aspetti che sembrano essere sfuggiti o che sono stati messi in ombra. Quindi, ripeto, pazienza…». E ci ha salutato così, continuando il suo lavoro di raccolta stagionale.

Dovremo aspettare, dunque. Lo abbiamo sempre fatto, continueremo a farlo ancora: non c’è problema.

Oddìo, un problema c’è e non è un bruscolino. Anzi ce ne sono due: a) quello dei conti correnti che sembrano svaniti e che nessuno ha mai cercato e/o voluto vedere; b) quello di un bilancio della fu-Comunità Montana mai scritto e approvato.

E per appena un quarto di milione è fu forse sepolto anzitempo un padre i cui debiti sarebbero – così pare almeno da fuori – stati pagati a corsa ancor prima che si potesse dire concretamente “a babbo morto”.

Intanto si sa che il Comitato Recupero Ammanco sta cercando un incontro in Procura per parlare del proprio esposto sull’isola che non c’è: che abbia intenzione di spedire una “lettera a un bilancio mai nato”? Vedremo…


[Intervento di critica e commento ex artt. 21 Costituzione e 10 della Convention européenne des droits de l’homme]

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One thought on “il lato oscuro. COMUNITÀ MONTANA E CONTI CORRENTI DIMENTICATI

  1. come ho sempre detto e ripetuto c’è un manovratore sopra tutte le parti che ha intenzione di far morire definitivamente la montagna, e ci sta riuscendo un pochino per volta, oltre a tutti gli euro spariti quanti ne abbiamo persi? e quanti ancora ne perderemo?…………..
    attenzione il tuttologo ci legge e sicuramente sarà il salvatore

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