“IL LAVORO RITROVATO” DI PIETRO ICHINO

Quanto ha inciso la riforma sulla realtà effettiva del mercato del lavoro? Quali difficoltà e criticità ha introdotto? In quali settori dell’economia ha trovato maggiori margini di applicazione e in quali invece fatica ancora a prendere campo?
Pietro Ichino
Pietro Ichino

PISTOIA. Ieri sera, venerdì 8 luglio, alle 21, nella Sala Sinodale del Palazzo dei Vescovi di Pistoia, presente l’autore, l’assessore regionale alle politiche del lavoro, Cristina Grieco, e il dirigente risorse umane di Hitachi, Ernesto Martinelli, hanno presentato l’ultimo libro del prof. Pietro Ichino “Il lavoro ritrovato”.

«Come la riforma sta abbattendo il muro tra i garantiti, i precari e gli esclusi». È questo l’incoraggiante sottotitolo, relativo al cosiddetto Jobs Act, del libro Il lavoro ritrovato, scritto dal giuslavorista e dal politico italiano che più e prima di ogni altro ha ispirato, sostenuto e contribuito, nella definizione dei contenuti e nel lavoro parlamentare, a quella riforma: Pietro Ichino.

Del libro, del Jobs Act, delle sue implicazioni anche critiche e delle sfide che la politica italiana deve raccogliere nei prossimi mesi parleremo l’8 luglio a partire dalle 21h00 presso la Sala Sinodale dell’Antico Palazzo dei Vescovi (gentilmente concessa dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia).

Insieme al Senatore Ichino, parteciperanno al dibattitto la Prof.ssa Cristina Grieco, Assessore della Regione Toscana con deleghe all’Istruzione, alla Formazione Professionale e alle Politiche per il Lavoro e il dottor Ernesto Martinelli, dirigente alle Risorse Umane presso Hitachi Rail Italia.

La copertina del libro
La copertina del libro

Quello che si è cercato di capire insieme è quanto la riforma abbia inciso sulla realtà effettiva del mercato del lavoro, quali difficoltà e criticità abbia introdotto, in quali settori dell’economia abbia trovato maggiori margini di applicazione e in quali invece fatichi ancora a prendere campo.

E soprattutto, dobbiamo cercare di immaginare quali potranno essere i suoi effetti sul medio e lungo periodo e quanto ancora ci dobbiamo aspettare per quanto riguarda gli elementi complementari che il Jobs Act chiama in causa: il tema della formazione professionale, quello delle politiche attive per il lavoro, quello dell’attrazione – anche grazie alla maggiore flessibilità – di nuovi investimenti.

Se infatti l’Italia riuscisse a registrare un netto cambio di passo nell’attrazione degli investimenti; e se nel contempo, con il necessario contributo delle politiche regionali, formazione e inclusione fossero poste al centro di un sistema innovativo e sostenibile per la flessibilità in entrata, è probabile che il quadro avviato con il Jobs Act trovi un suo completamento promettente e ottimale, dispiegando appieno i suoi effetti positivi.

[comunicato]

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