il lecceto, il mazzanti & le “supposte” guerre di confine. LETTERA A GENNARINO CARUNCHIO, TRAVOLTO DA UN INSOLITO DESTINO NEL ROSSO CASINO DELL’UTC DI QUARRATA

Ma non voglio scrivere tanto perché, da quanto vedo e sento dalle schermate di Tvl-Bardellòpulos, tu mostri, sindaco, grosse difficoltà nella lettura: ti stanchi sùbito e non arrivi mai fino in fondo a nessun documento

 

Ora capisco perché la tua segreteria è formata da due persone interamente dedicate a te: un’impiegata e una portavoce. Loro leggono e riferiscono, ma la storia – evidentemente – non finisce lì. Hai anche un capo delle guardie che t’illumina, in carne e in spirito, su tutto

 

QUEL CHE DICONO A TE, CARO MARKINO,

SON SOLO CIANCE FATTE IN UN CASINO. . .

 


 

Quando parla il buon Mazzanti, | azzittisce tutti quanti! | Sembra un papa, sembra un re, |  ma nel vero… becca 3!

 

CARO MARCO,
più che una lettera aperta, questo sarà semplicemente un biglietto senza busta e di poche righe.

Non voglio scrivere tanto perché, da quanto vedo e sento dalle schermate di Tvl-Bardellòpulos, mostri grosse difficoltà nella lettura: ti stanchi sùbito e non arrivi mai fino in fondo a nessun documento.

Ora capisco perché la tua segreteria è formata da due persone interamente dedicate a te: un’impiegata e una portavoce.

Loro leggono e riferiscono, ma la storia – evidentemente – non finisce lì. Hai un capo delle guardie che t’illumina, in carne e in spirito, su tutto. Quando non eri ancor nato, le guardie comunali quarratine erano due: storiche.

Una era Ettore Turi – che, fra l’altro, aveva una bella figlia (Marta?), assai ambìta da molti pretendenti –, anche sacrestano di don Aldo Ciottoli, zio del famoso assessore di Agliana Maurizio, l’Agnellone di dio o, a scelta, segatura.

L’altro – non rammento il cognome – si chiamava Petronio, ma la gente del popolo, equivocando, lo aveva ribattezzato Petrolio. Per arrivare a vigili illuminati, abbiamo dovuto attendere te, promotore del tuo fidissimo Marco Bai. Siete fratelli, almeno di nome: ma nessuno dei due scrive – e tantomeno legge – il Vangelo.

Anche il Bai ti ragguaglia. Poi a leggerti le favole, a sera, quando vai a letto, prima di addormentarti e per farti addormentare, c’hai anche tutto lo staff del tuo Comune della bandiera bianco-rossa avanti popolo, che tutto affossa.

Guerre private di confini. Non sempre supporre porta bene… A volte porta péne e pène

Fra i più qualificati leggitori di fiabe, spicca senza dubbio il tuo prediletto “promotore del territorio” del Montalbano & di Forrottoli: l’ingegner geometra Iuri Gelli, l’uomo che non sussurra ai cavalli, ma ai sindaci. E che… ha perso le strade per strada – quando è venuto da Vinci a qua(rrata) a godere le soddisfazioni della sua professione (di fede).

Qualcuno di questi – stando a ciò che hai dichiarato pubblicamente a tv-elle in «6 in diretta» e «3 in verità» – ti ha dato a intendere che la questione Lecceto è privata; e che si tratta di beghe private per private questioni di confini.

Che figura di merda! direbbe il quasi-fu Emilio Fede. E se riscrivesse il libro oggi, ti inserirebbe in qualche sottoscala tra le altre mille e mille figure di merda di moltissimi tuoi colleghi politici.

Un grande capolavoro del patrimonio dell’umanità

Il biglietto lo chiudo qui con una domanda semplice, a cui tutto il tuo imponente staff sovietiko potrà rispondere in 48 minuti e 69 secondi:

trovami un solo cazzo di frase, in tutto quello che ho sinora scritto, in cui avanzo non dico una rivendicazione di confini, ma un puro, scarno, slavato accenno a una rivendicazione di confini: un accenno anche sbiadito come il mononeurone dei trinariciuti del Pd.

Se me lo trovi e me lo fai ingollare, caro Marco, ti giuro: verrò in pellegrinaggio con te, e con il pio Eugenio Giani; e insieme a voi, ferventi credenti, io, indegno miscredente che ha perso la fede osservando i comunisti al potere, inizierò a ringraziare la Madonna di Montenero e a implorarne la divina verginale pietà. Fate venire Tvl a riprendere il tutto con lamentoso commento di don Luigione del Bottegone.

Voi, Eugenio & Marco, potrete camminarmi a fianco, a testa alta e con lo sguardo fiero – lui principe toscano di Firenze e tu scudiero –, un occhio truce come quello di Gennarino Carunchio; mentre io, sventurato imbecille testa-vuota, farò tutta la salita del santuario in ginocchio, a testa bassa, e voi potrete usare a discrezione, su di me, con piacere, un bel gattone a 9 code, un meraviglioso tigrato soriAno.

Trinariciuto. I tre bbùki d’innàso de’ Pd ’gl’ ènno troppi. Passa tropp’aria e ikkòvidde ’gl’ entra più facile!

In attesa che tu dimostri quello che hai affermato pubblicamente, ti saluto con un’espressione devota.

Più o meno la stessa con cui Guido Ceronetti (che son certo tu ignori chi sia) chiudeva una delle sue lettere nel suo godibilissimo libro La Musa ulcerosa (Rusconi editore) rivolgendosi a una sua gentile interlocutrice: «Gentile Signora, voglia gradire i sensi della mia più sentita eiaculazione!».

Attendo risposta a stretto giro di posta…

Tuo dev.mo suddito
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

Art. 21. Chi non ragiona col suo cranio, deve sopportare la satira e zitto!


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