«IL MARXISMO MILITANTE DI RANIERO PANZIERI»

Il marxismo militante di Raniero Panzieri
Il marxismo militante di Raniero Panzieri

PISTOIA. Raniero Panzieri (Roma 1921 – Torino 1964), socialista di sinistra, all’inizio degli anni ’60 promosse a Torino l’esperienza autonoma dei “Quaderni rossi”, attualizzando il pensiero marxista e liberandolo da schemi dottrinari, per fornire una nuova chiave di lettura del capitalismo contemporaneo meglio noto come “neocapitalismo” e dei fenomeni epocali del periodo quali le migrazioni interne e la trasformazione dell’Italia a maturo Paese industriale.

Ne analizza il pensiero Cesare Pianciola nel saggio “Il marxismo militante di Raniero Panzieri” pubblicato da Centro di Documentazione Editrice per la collana “I quaderni dell’Italia antimoderata”, contenente brani su Panzieri e sui “Quaderni rossi” con postfazione di Attilio Mangano e bio-bibliografia di Antonio Schina.

Nell’opera un profilo delle principali alternative teoriche della sinistra tra gli anni ’50 e ’60, dal gramscismo allo storicismo delle dirigenze Pci, da cui emerge un marxismo, quello di cui parla Panzieri, che rifiuta le mediazioni istituzionali della sinistra tradizionale, ovvero il cosiddetto “operaismo”, filone politico-culturale che comunque nel corso del tempo mostrerà al suo interno declinazioni differenti fra i vari pensatori.

Tra i capisaldi del pensiero di Panzieri la critica alla visione apologetica del progresso tecnico – scientifico tipica invece nella tradizione marxista, la non sufficienza della pianificazione per caratterizzare il socialismo, la convinzione che nelle lotte dei lavoratori vi sia l’istanza di una democrazia diretta espressa direttamente dai luoghi di produzione, la non esaustività delle formule marxiane.

Da qui con questo saggio l’assunto dell’autore, Pianciola, che oggi occorre un uso più critico e libero della variegata eredità marxiana. “Marx –scrive- continua ad essere un “classico” imprescindibile, ma non immediatamente trasferibile in un programma politico come apparve cinquant’anni fa”.

Cesare Pianciola, nato a Torino classe 1939, già docente di Analisi di testi filosofici alla S.I.S. di Torino dal 2001 al 2008, ha collaborato a varie riviste come “Quaderni piacentini” e “Rivista di filosofia”, fa parte del Comitato editoriale de “L’indice dei libri del mese” e del Consiglio direttivo del Centro studi “Piero Gobetti” ed è vice presidente del Centro di documentazione ricerca e studi sulla cultura laica “Piero Calamandrei”.

Tra i suoi lavori “Piero Gobetti. Biografia per immagini” Gribaudo (2001) e la cura ed introduzione alla raccolta di inediti di Norberto Bobbio “Scritti su Marx. Dialettica, stato, società civile” Donzelli (2014). La serie “I quaderni dell’Italia antimoderata” si propone di riscoprire e documentare scrittori e pensatori del Secondo dopoguerra poco conosciuti nello spazio pubblico intellettuale italiano.

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