IL “NO” AL FINANZIAMENTO DEI PARTITI NELLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DEL 2016

Solo 3 contribuenti su 100 hanno scelto nel 2016 di finanziare i partiti con la contribuzione volontaria effettuata in sede di dichiarazione dei redditi. I dati pubblicati sul Mef
Rimborsi elettorali 2016
Rimborsi elettorali 2016

ROMA. Sono stati pubblicati ieri, 12 gennaio, sul sito internet del Ministero delle Finanze, i dati relativi alla scelta dei contribuenti sul 2 per mille dell’Irpef ai partiti politici, riferiti alle dichiarazioni dei redditi del 2016 per l’anno di imposta del 2015.

La torta dal valore di oltre 11 milioni di euro è stata determinata dalla scelta di 971.983 contribuenti su un totale di oltre 40 milioni, che hanno effettuato l’apposita scelta sul modello unico o sul 730.

Quindi 39.798.294 di contribuenti italiani pari al 97,17% non ha voluto partecipare al finanziamento su base volontaria ai partiti introdotto dal art. 12 del Decreto Legge 149/2013 e attuato con il Dpcm del 28/05/2014.

Non bastassero le basse percentuali negli ultimi anni in calo, registrate alle votazioni, questo è un altro chiaro e ulteriore segnale di disaffezione dei cittadini alla politica e al sistema dei partiti.

La bassa percentuale di contribuzione volontaria del 2,83% se da un lato ha fruttato ai partiti comunque una discreta somma pari a 11.763.227 euro, è rimasta lontanissima dal limite d’importo fissato dal succitato decreto legge – una sorta di budget determinato dai partiti del 2014, sostanzialmente gli stessi di oggi –, che per il 2016 era di ben 27,7 milioni di euro.

Quello che dovrebbe effettivamente arrivare – il condizionale è obbligatorio considerati gli infiniti rimandi a leggi, articoli e commi, il tutto per la trasparenza amministrativa – nelle casse dei partiti non dovrebbe essere neanche la metà di quanto troppo ottimisticamente era stato preventivato a suo tempo.

La “non scelta” del 2% effettuata dai contribuenti italiani ha, inconsapevolmente – effetto poco se non per nulla noto –, determinato un benefico sui conti pubblici.

La differenza tra il tetto massimo e l’importo effettivamente calcolato va a ridurre direttamente il debito pubblico e “sono – così il c. 8 dell’art. 3 del Dpcm del 28/05/2014 – riversate all’erario dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per essere destinate, al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato”.

RIPARTIZIONE DEL GETTITO DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF

La parte del leone la fa il Partito Democratico con più del 50% del totale assegnato pari a 6.401.481 euro. Al secondo posto Lega Nord con 1.411.007 euro e al terzo Sinistra Ecologia e Libertà con 838.155 euro, segue Forza Italia con 615.761. Assente, per avervi espressamente rinunciato, il Movimento 5 Stelle.

  1. Partito Democratico, 6.401.481
  2. Lega Nord per l’indipendenza della Padania, 1.411.007
  3. Sinistra Ecologia e Libertà, 838.155
  4. Movimento politico Forza Italia, 615.761
  5. Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, 569.865
  6. Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, 459.970
  7. Nuovo Centrodestra, 259.629
  8. Sudtiroler Volkspartei, 234.510
  9. Federazione dei verdi, 167.865
  10. Centro Democratico, 160.916
  11. Partito Socialista Italiano, 141.381
  12. Scelta Civica, 117.337
  13. Italia dei Valori, 64.910
  14. Partito Liberale Italiano, 59.157
  15. Union Valdotaine, 51.485
  16. Unione per il Trentino, 48.290
  17. Movimento Associativo Italiani all’estero, 43.702
  18. Partito autonomista Trentino Tirolese, 32.833
  19. Movimento La Puglia in più, 32.715
  20. Unione di Centro, 27.743
  21. Popolari per l’Italia, 24.514

I dati possono essere consultati sul sito del Mef cliccando sul link ripartizione del gettito derivante dal due per mille dell’Irpef 2016.

I DATI REGIONALI

Per numero di scelte effettuate il Partito Democratico si conferma al primo posto in tutte le regioni ad eccezione del Trentino Alto Adige dove primeggia il Sudtiroler Volkspartei con 11.163 scelte e in Valle d’Aosta dove è l’Union Valdotaine ad essere il partito preferito dai contribuenti con 1.502 scelte.

In Toscana sul podio, a distanze abissali, si piazzano due partiti di Sinistra: Sinistra Ecologia e Libertà con 5.935 scelte e Rifondazione Comunista con 4.652 scelte.

  1. Partito Democratico, 50.922
  2. Sinistra Ecologia Libertà, 5.935
  3. Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, 4.652
  4. Lega Nord per l’indipendenza della Padania, 4.253
  5. Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, 2.288
  6. Movimento Politico Forza Italia, 1.981
  7. Centro Democratico 973
  8. Federazione dei Verdi, 959
  9. Partito Socialista Italiano, 938
  10. Nuovo Centrodestra, 455
  11. Italia Dei Valori, 360
  12. Scelta Civica, 338
  13. Sudtiroler Volkspartei, 221
  14. Movimento Associativo Italiani all’Estero, 204
  15. Partito Liberale Italiano, 158
  16. Unione per il Trentino, 151
  17. Union Valdotaine, 119
  18. Movimento La Puglia in più, 107
  19. Partito Autonomista Trentino Titolese, 81
  20. Unione di Centro, 81
  21. Popolari per l’Italia, 74

I dati regionali sono consultabili al link ripartizione regionale delle scelte per partito politico 2016

[Marco Ferrari]

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