il paese infelice. INPS, ANCORA UNA VOLTA PRESI DI MIRA I PENSIONATI

Andrea Brachi, Cgil
Andrea Brachi, Cgil

FIRENZE. Il sindacato pensionati della Cgil della Toscana unitamente al patronato Inca nella loro attività quotidiana di tutela dei pensionati hanno rilevato una interpretazione dell’Inps nell’applicare la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco delle rivalutazioni delle pensioni che ha dell’incredibile.

Un trattamento pensionistico di importo pari a 3 volte il trattamento minimo rivalutato nel 2012 e 2013 passerebbe dal 2014 ad un importo inferiore.

Per effetto di questa interpretazione due pensionati che a gennaio 2012 avevano una pensione lorda mensile rispettivamente di euro 1.436 e di euro 1.438 passerebbero, a dicembre 2015, il primo a euro 1.507 e l’altro a euro 1.463 (con un indebito di 900 euro).

Di fatto, l’Inps disapplicherebbe la norma di salvaguardia che, nell’escludere dalla rivalutazione le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo, ha previsto comunque la garanzia di tale importo alle pensioni di poco inferiori a tale limite.

L’effetto paradossale dell’interpretazione dell’Inps sarebbe che con l’applicazione del “bonus Poletti” a questi pensionati verrebbe tolta la parziale salvaguardia, diventando, di fatto, percettori di somme “indebite”.

In sostanza, l’Inps chiede indietro l’incremento parziale che pure era stato garantito come salvaguardia. Pertanto, la sentenza della Corte Costituzionale, che doveva servire a migliorare la condizione economica dei titolari di pensioni a cui era stata bloccata la rivalutazione, si risolverebbe, invece, in un danno per coloro che nel 2012 e 2013 avevano le pensioni più vicine a 3 volte il trattamento minimo.

La sentenza non può in nessun modo essere interpretata a danno di coloro che il legislatore aveva già inteso salvaguardare, proprio perché percettori di bassi redditi.

Il Sindacato pensionati della Cgil della Toscana insieme al patronato Inca si è già attivato nelle sedi opportune e sosterrà ogni azione utile nell’interesse dei propri iscritti.

Ci auguriamo che l’Inps, “sempre molto attento alla condizione dei pensionati”, verifichi e rapidamente risolva il problema creato a molti pensionati.

[brachi – cgil]

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