IL PD VERSO LE AMMINISTRATIVE

Walter Tripi e Marco Niccolai
Walter Tripi e Marco Niccolai

PISTOIA. Matteo Renzi sale al Quirinale: Walter Tripi e Marco Niccolai, rottamatori forzosi dell’ultim’ora, più o meno volenti e nolenti, ne parlerebbero anche di questo piccolo grande colpo di Stato, ma stamani incombe la conferenza stampa in vista delle Amministrative del 2014 che coinvolgeranno, nel giro di pochi mesi, ben 15 Comuni dell’area di Pistoia e allora, avanti verso la riconquista di alcuni lembi del territorio che sono scivolati via dal controllo del centro-sinistra.

L’appuntamento è presso la sede del Pd, una conferenza stampa che potrebbe essere saltata a piè pari: i due relatori hanno con loro un opuscolo che distribuiscono ai giornalisti; dentro c’è tutto quello che tenteranno, riuscendoci, di riassumere. Ma Tripi e Niccolai sono giovani e credono ancora, per fortuna, che il rapporto umano vada ben oltre i programmi e che soprattutto in sede locale gli uomini e le donne (a quote rosa) valgano più di qualsiasi comunicato.

Si parla di coraggio di riformismo radicale, quello che è mancato, al Pd, poco tempo fa, quando non riuscirono a capire, o meglio, quando tentarono di scongiurare, il nuovo cangiante che avanzava inesorabile e che proprio oggi conclamerà la sua inarrestabile potenza. I punti restanti del programma sono cose buone e giuste, rintracciabili in molti altri precedenti documenti programmatici del centro-sinistra: far leva sulle piccole e medie imprese per far fronte ad una crisi che ha messo in ginocchio il Paese, passando anche per il colossale debito di Ansaldo-Breda; il governo del territorio, provando ancora a parlare e salvare la Montagna inserendola in un contesto urbano, viabile e storico del resto della Provincia; la coesione sociale nel nome del welfare, la sanità (senza fare cenno al San Jacopo, non proprio un fiore all’occhiello), le imprese, l’integrazione, le pari opportunità e la prevenzione e contrasto alla violenza, che hanno bisogno, prima di ogni altra cosa, della sicurezza, e fino ad arrivare alla coesione istituzionale, la contiguità territoriale e le ormai indispensabili e inderogabili sinergie.

Sull’onestà dei due relatori e sulle loro distinte capacità e volontà di cambiamento non nutriamo alcun dubbio: stentiamo a credere – e saremmo felicissimi di venir contraddetti – che poi le cose andranno come scritto sugli opuscoli che ci hanno dato.

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