IL PIEVANO? È MONSIGNORE

Don Enrico Pretelli
Don Enrico Pretelli

QUARRATA. Domenica scorsa il Vescovo di Pistoia Monsignor Mansueto Bianchi ha consegnato direttamente nelle mani di don Enrico Pretelli, alla guida della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Ferruccia e di Santa Maria Immacolata di Barba l’onorificenza pontificia di monsignore. Nel 2007 don Pretelli ha festeggiato 50 anni di sacerdozio. Da 46 anni presta il proprio servizio pastorale a Quarrata.

Nato a Forrottoli nel 1932, ordinato sacerdote nella cattedrale di Pistoia il 29 giugno 1957 dall’allora vescovo Mario Longo Dorni, don Pretelli è stato a servizio della comunità di Montemurlo fino al 1960 come cappellano. Ha ricoperto lo stesso ruolo a Casalguidi nel 1961, è stato parroco di Bardalone e Limestre dal 1961 al 1968 e poi è arrivato a Ferruccia di cui è parroco dal 20 maggio. Dal 13 settembre 1986 guida anche la chiesa di Barba.

Nel corso dei suoi 46 anni di missione sacerdotale nella Piana ha visto crescere intere generazioni, e nell’evolversi del tessuto sociale, è rimasto un punto di riferimento per le due comunità. Amante dell’arte e della cultura il nuovo monsignore ha da realizzato come noto a Ferruccia il Museo d’Arte Sacra, che nel 2000 si è concretizzato, grazie al contributo della Regione Toscana e dei Comuni di Agliana e Quarrata.

È stato anche promotore della nascita dei primi centri estivi e campi scuola per ragazzi. La sua azione pastorale si è rivelata feconda nel territorio della Piana. Ispirati da lui sono diventati sacerdoti tra gli altri don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro,  don Alessandro Carmignani, parroco di Marliana e don Andrea Mati, parroco di Lamporecchio..

“I lunghi applausi dei fedeli – fanno sapere dalla parrocchia – sono riusciti a smorzare la commozione dell’ormai Monsignor Enrico Pretelli. Il Vescovo per alleggerire la tensione ha scherzato sul fatto che (don) Enrico da ora in poi avrebbe dovuto cambiare l’abito talare, vestendosi in nero con occhielli, bottoni, bordi e fodera di colore rosso (paonazzo), ma che conoscendone l’umiltà sapeva già che sarebbe stata dura convincerlo a farglieli indossare. Dal canto suo Monsignor Pretelli era solo preoccupato che con la nuova promozione avrebbe dovuto lasciare la Ferruccia. Fortunatamente il Vescovo ci ha rassicurato che sarebbe rimasto con noi”.

Nel gennaio scorso la Segreteria di Stato vaticana ha stabilito che d’ora in poi l’unico titolo onorifico di monsignore sarà quello di Cappellano di sua Santità e sarà attribuito a sacerdoti oltre i 65 anni di età e non più, come in passato, dai 35. Il titolo ecclesiastico continuerà invece a essere usato, tra gli altri, per i vescovi e negli Uffici della Curia Romana. Una decisione quella assunta da Papa Francesco che si inserisce nella riforma del Clero ed è volta ad eliminare il carrierismo nella chiesa cattolica.

andreaballi@linealibera.info

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