il post cancellato. ANPI PISTOIA: IL PASSATO PUÒ TORNARE

L'associazione nazionale partigiani di Pistoia invita il sindaco a richiamare formalmente il consigliere a comportamenti consoni e al rispetto della legge Mancino

PISTOIA. Sul post del consigliere comunale di Fdi di Pistoia Lorenzo Galligani interviene con una nota anche l’Anpi di Pistoia:

Ci è stato segnalato da più parti un post pubblicato su Facebook ed eliminato dopo circa mezz’ora, che non riteniamo opportuno riproporre qui per non favorirne la diffusione. Ne è autore un consigliere comunale di Pistoia, capogruppo di Fratelli d’Italia, nel cui merito non possiamo non esprimere una ferma condanna, ma anche il nostro sconcerto di membri del Cudir (Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Repubblicane), la storica istituzione pistoiese presieduta dal Sindaco.

Nello scritto del giovane consigliere abbiamo, infatti, riconosciuto e rivissuto con raccapriccio la medesima ideologia e lo stesso stato d’animo che nel lontano 1937 portarono al brutale massacro di Addis Abeba e a quello di Debre Libanos: dimenticate (nel nostro Paese) stragi di migliaia di civili etiopi, musulmani e cristiani copti e alla distruzione di migliaia di capanne, come rappresaglia e repressione da parte di civili italiani, militari del Regio Esercito e squadre fasciste, a seguito del fallito attentato contro il viceré d’Etiopia Rodolfo Graziani. Identici e primitivi ci appaiono il desiderio di vendetta, l’istinto alla violenza e alla sopraffazione e il disprezzo della legalità e del diritto internazionale.

Per questo invitiamo il Sindaco di Pistoia a richiamare formalmente il consigliere a comportamenti consoni alla carica che ricopre e al rispetto della legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205), che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali

Invitiamo coloro che hanno a cuore i valori e i principi della nostra Costituzione antifascista ad opporsi in ogni modo al linguaggio dell’odio, oggi così ricorrente fra coloro il cui unico scopo è la diffusione del disprezzo, della discriminazione e della violenza verso chiunque, per libera scelta o per condizione personale, non si rifaccia ad un determinato stereotipo di “normalità”.

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