IL RUGGITO DEL CONIGLIO

Ruggito_del_coniglioPISTOIA. Chi non fa, non falla. Lo dice un vecchio proverbio toscano a proposito dei tanti chiacchieroni che sentenziano, danno voti agli altri ma non a se stessi e dimenticano il silenzio che li ha avvolti durante la loro vita lavorativa: un silenzio che l’età anziana, sorretta dalla pensione, diventa ringhio, ruggito.

Ma pur sempre un ruggito del coniglio.

Perché l’Italia, nell’èra di internet, è anche questa: un Paese dove la gente si ritrova ad essere coraggiosa, dice quello che sente e giudica quello che vede, ma solo quando può. Ovvero quando anche l’eventuale e remoto rischio di ritorsioni lavorative è scomparso. I coraggiosi dell’ultima ora, insomma.

Invece avremmo bisogno di gente che “è ancora al pezzo”, che dica adesso ciò che vorrebbe dire senza riguardo alcuno per nessuno, a costo di mettere a rischio la sua progressione di carriera o la benevolenza dei superiori – oggi soprattutto Pd.

Non sembri un invito alla disubbidienza perché anche su questo quotidiano abbiamo pubblicato le voci di persone libere che ancora lavorano e che non si peritano di rilevare le inefficienze e le manchevolezze nel proprio ambito lavorativo.

Aleida Guevara
Aleida Guevara

Sono mosche bianche, certo; che però ci fanno sentire bene e ci riconciliano un po’ con questo quotidiano esistere dove sono di rigore la testa bassa e gli orecchi tappati secondo il famoso e napoletano detto “ha da passà ’a nuttata”.

Ci sono ancora in Italia persone, come la figlia del Che (vedi), che potrebbero permettersi di dire: «Sono un impiegato/medico/dirigente che sa fare il suo lavoro. Ma so sparare e lo faccio bene: se occorre non avrei paura ad usare le armi»?

Senza arrivare a queste affermazioni, è possibile chiedere che al lavoratore sia data quella dignità di dissentire e chiaramente manifestare dissenso contro la linea ufficiale del comandante di turno?

Molte volte, come ci insegna il Castiglione nel suo Il Cortigiano, più nelle cose piccole che nelle grandi si conoscono i coraggiosi.

Ma ai tempi di Baldassar Castiglione la pensione e relativa libertà di espressione e di pensiero, era ancora di là da venire…

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