IL SALUTO DEL VESCOVO ALLA DIOCESI

Il Vescovo Mansueto Bianchi
Il Vescovo Mansueto Bianchi

PISTOIA. “Solo pochi giorni fa ho avuto la definitiva conferma che papa Francesco mi chiedeva di lasciare la Diocesi di Pistoia e di trasferirmi a Roma, con l’incarico di assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana”.

Con queste parole, scritte in una lettera indirizzata alla Diocesi pistoiese e letta pubblicamente nell’aula magna del seminario di Pistoia davanti a preti, diaconi, rappresentanti delle aggregazioni laicali, direttori degli uffici pastorali e cittadini, monsignor Mansueto Bianchi ha annunciato il suo nuovo incarico “romano” e la sua partenza da Pistoia.

Monsignor Bianchi è stato scelto per il nuovo compito direttamente da papa Francesco e in tempi davvero stringenti.

A fine gennaio, tra il 27 e il 30, si è riunito il consiglio permanente della Cei, che ha votato una rosa di nomi segnalati dai vescovi Italiani (circa 12 nomi). I risultati dei voti sono stati sigillati in buste e consegnati direttamente al papa, che deve conoscere l’orientamento dei vescovi, ma essere libero nella sua decisione.

Il 23 febbraio, all’ora di pranzo, monsignor Bianchi ha ricevuto una telefonata dal cardinale Bagnasco, che gli annunciava la richiesta di papa Francesco per il nuovo ruolo.

“Quando arriverò al padre eterno, ha risposto l’allora vescovo di Pistoia, dovrò rispondere di tanti peccati, ma non voglio rispondere di quello di non aver ubbidito a un ordine del papa. Ho ubbidito quando mi chiese di venire a Pistoia, ubbidirò anche ora”.

Un mese di silenzio e poi una seconda telefonata dove si chiedeva a monsignor Bianchi una risposta scritta alla richiesta del papa.

Dopo la lettera, giovedì 3 aprile, in serata, è arrivato per monsignor Bianchi, l’annuncio definitivo della nomina alle ore 12 di sabato 5 aprile.

Cosa succederà ora per la diocesi di Pistoia? Ora che monsignor Bianchi non è più vescovo?

La santa sede, denotando fiducia nei confronti del presbiterio pistoiese, ha deciso di procedere così: verrà nominato tra i sacerdoti un amministratore diocesano, che verrà eletto lunedì 7 aprile da parte del collegio dei consultori. Questo continuerà ad amministrare la diocesi fino all’arrivo del successore di monsignor Bianchi.

Nell’aula magna del seminario l’ormai ex vescovo di Pistoia ha voluto ringraziare la città, una città, quella di Pistoia, che, ha detto “lascio nello sgomento per le difficoltà economiche, la disoccupazione, l’incertezza del futuro”.

Tra i momenti più belli ricordati da monsignor Bianchi in questi anni a Pistoia, lo ricordiamo 7 anni e 5 mesi circa, quello dell’incontro con i seminaristi, del dialogo con i giovani, dell’incremento dei gruppi di ascolto e preghiera. L’amarezza? “Quella di non essere riuscito fino in fondo, spiega monsignore alla stampa pistoiese, a intessere un dialogo, una tela più profonda e solida con i sacerdoti pistoiesi”.

“Ho imparato sulla mia pelle, ha concluso il suo discorso in seminario, da questa originalissima chiesa pistoiese, quanto solidamente leghino tra loro la sofferenza e l’amore e quanto essi appartengano, serenamente, alla quotidiana vicenda del pastore”.

“Il signore ci ha fatto incontrare e camminare insieme in questi otto anni: ora le strade si separano, ma non cessa l’insieme dell’amicizia e della comunione.

[notari – comunicazioni sociali diocesi pt]

 

IL TESTO DELLA LETTERA DI COMMIATO

 

Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia
Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia

Carissimi,
solo pochi giorni fa ho avuto la definitiva conferma che papa Francesco mi chiedeva di lasciare la Diocesi di Pistoia e di trasferirmi a Roma, con l’incarico di Assistente Ecclesiastico Generale dell’ Azione Cattolica Italiana.

La scelta del Papa e la stima dei miei fratelli vescovi mi confonde e mi riempie di trepidazione, poiché il Papa mi chiede una più diretta collaborazione con Lui e con la Conferenza Episcopale Italiana, allo scopo di realizzare il progetto nuovo di Chiesa che Egli sta promuovendo con le Sue parole e con la Sua persona e che ha un impatto travolgente con le attese ed i desideri di tante persone.

Avverto però acutamente il disagio e la sofferenza per il distacco da questa Diocesi e da questa città che, in larga parte, ha creduto in me, mi ha voluto bene, mentre io spesso l’ho delusa con i miei difetti e la mia inadeguatezza.

Mi dispiace anche andarmene mentre tanta gente è nello sgomento per le difficoltà economiche, la disoccupazione, l’incertezza del futuro. Penso alle tante aziende che hanno chiuso, agli esercizi commerciali, spesso a carattere familiare, alle nubi che continuano ad addensarsi sull’ AnsaldoBreda, alle preoccupazioni che non mancano neppure nel settore del vivaismo.

Lascio una città in mezzo al guado, quando ha più bisogno di forza e di speranza per non rimanere travolta. Sono certo però che la Comunità cristiana che vive su questo territorio, con i Sacerdoti ed i laici, saprà continuare ad essere profondamente presente e partecipe, col cuore e con le opere, al dramma di tante persone.

Un grazie intensissimo desidero dirlo ai miei fratelli Sacerdoti con cui abbiamo portato avanti, in questi quasi 8 anni, il servizio al vangelo: loro più di altri conoscono le mie povertà ed hanno cercato di supplirle con la loro dedizione.

Grazie al vicario Generale, ai vicari Episcopali, ai Direttori e collaboratori degli Uffici di Curia, alle Religiose ed ai Religiosi, ai Diaconi, ai Seminaristi, ai laici che a diverso titolo collaborano, servono o semplicemente partecipano alla vita della Comunità.

Un saluto cordiale e pieno di stima alle autorità civili e militari presenti sul territorio, con le quali è stato possibile un rapporto rispettoso e collaborativo.

A quelli che soffrono, che faticano, che sono fragili, a coloro che ritengono di non riconoscersi o di rifiutare la proposta cristiana, un saluto carico di simpatia ma forse anche di rimorso per non essere riuscito a far capire meglio la grandezza del vangelo e la bellezza dell’incontro con il Signore.

Ai pastori ed ai fedeli delle Chiese Ortodosse e Protestanti presenti sul nostro territorio l’attestazione del mio rispetto e della stima nel vincolo della comune fede nel Signore Gesù.

Non è certo tempo di bilanci ma, nel trascorrere degli anni, ho imparato sulla mia pelle, da questo originalissima Chiesa pistoiese, quanto solidamente si leghino tra loro la sofferenza e l’amore, e quanto essi appartengano, serenamente, alla quotidiana vicenda del pastore.

Il Signore ci ha fatto incontrare e camminare insieme in questi otto anni: ora le strade si separano, ma non cessa l’ ”insieme” dell’amicizia e della comunione.

Vostro

 Mansueto Bianchi
Vescovo di Pistoia

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