IL SOLITO IRRITANTE PIENONE

La Sala Terzani gremita per Favino
La Sala Terzani gremita per Favino

PISTOIA. C’è poco da meravigliarsi, se la Sala Terzani della biblioteca San Giorgio è piena oltre ogni ragionevole dubbio, nel pomeriggio. Dietro alla scrivania dei relatori c’è Pierfrancesco Favino, un attore bravissimo, prima di ogni altra considerazione, che la sera prima, nell’esordio di Servo per due, al Manzoni, ne ha data un’altra insindacabile testimonianza. Ma anche un belloccione, altra considerazione difficilmente opinabile, e le femmine pistoiesi, certe ghiottissime e irripetibili occasioni, non se le lasciano scappare.

Onestamente e oggettivamente la cosa, che si ripete con una sistematicità imbarazzante, è veramente irritante. D’accordo, ieri pomeriggio non eravamo al delirio registrato, nella scorsa stagione teatrale e sempre alla San Giorgio, per Stefano Accorsi, ma non ci siamo andati lontanissimi.

Si potrebbe facilmente obiettare che con oltre 1.200 abbonati cosa c’è di anomalo se a vedere fuori dal palcoscenico uno dei protagonisti più attesi della stagione accorrano così tante persone. No, è un’altra cosa, perché la stragrande maggioranza delle gentil sesso che ha popolato la Sala Terzani, venerdì sera, al Manzoni, non c’era e siamo pronti a scommettere che Servo per due non sia andata a vederlo neanche sabato e non ci andrà nemmeno oggi pomeriggio, per la terza e ultima replica in programma.

Sono, in realtà, fenomeni circensi, attrazioni da grandi magazzini, proprio da venghino siori venghino, che catapultano altrove e incredibilmente lontano oltre i limiti consentiti dall’arte il metro del gusto, il livello professionale e che non rendono minimamente giustizia al lavoro, alla bravura e soprattutto alla bellezza, eterna, del mestiere. Per fortuna, nella prima fila di sinistra della platea, oltre a tutti i comprimari dello spettacolo – ai quali rinnoviamo, volentieri, i complimenti per uno show davvero curato, bello, divertente e gradevolissimo,

Musica da Ripostiglio compresi. C’era anche la signora Favino, con i due piccoli figli.

Durante l’incontro con la cittadinanza, spesso, gli occhi di Piefrancesco si sono illuminati di luce propria: è successo quando si è voltato verso la sua famiglia, per fortuna.

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