montagna. PROVE REALI DI COMUNE UNICO

«Il Sindaco Marmo è al corrente che il suo Comune è già, di fatto, commissariato e utilizzato dal fratello maggiore, cioè il Comune di Limestre-San Marcello?»
Il Tirreno, 17 agosto 2016 - Mensa unica
Il Tirreno, 17 agosto 2016 – Mensa

MONTAGNA. Prove reali di Comune Unico.

“Mensa, unico gestore per scuola ed ospedale”, così titola un quotidiano locale del 17 agosto scorso.

Già sul titolo potremmo eccepire che l’ospedale non esiste più, e ci riferiamo all’ex Ospedale Pacini, ridotto a Piot: se i termini hanno un senso e soprattutto una sostanza, cerchiamo di stare più attenti.

L’ospedale Lorenzo Pacini è morto e la cittadinanza deve sapere che questo servizio sanitario è stato soppresso dal duo Rossi-Marroni, con la Saccardi a terminare l’opera e con l’accondiscendenza di Sindaci-fantocci.

Fine della storia che molti volenterosi, del luogo e non, cercano ancora (leggi Crest e Zeno Colò) di mantenere viva, nonostante la generale incapacità di comprendere che di una sanità seria ed efficiente si ha bisogno quando le necessità, purtroppo, ce lo impongono.

Contenti i montanini, contenti tutti.

Contenti anche che il Sindaco Cormio ci venga a dire che i lavori nella mensa comunale sono già conclusi, dopo la nota unilaterale dell’Asl 3 del 2014 che comunicava l’esternalizzazione del servizio e che quindi si sarebbe andati avanti con l’individualizzazione tramite bando novennale di un gestore unico, con un prezzo a pasto di circa € 6,00 che comprenda anche il servizio mensa comunale, l’ospedale, le scuole e, presumiamo, anche Villa Serena.

Dopo questo annuncio trionfalistico, leggiamo che chi si aggiudicherà questa “cuccagna” della durata di nove anni, come da bando, dovrà provvedere anche alla progettazione nonché all’arredo dei locali.

Domanda: ma non si dice precedentemente che la mensa comunale è stata “completamente ristrutturata”?

Altra domanda: chi autorizza il Sindaco Cormio ad affermare che nella futura gestione dei pasti sarà coinvolta anche la scuola di Piteglio, attualmente egregiamente gestita da un ristoratore del luogo?

Esiste una delibera dell’Unione dei Comuni o una delibera di indirizzo del Comune di Piteglio?

Ci piacerebbe che qualcuno rispondesse a queste domande, anche se sappiamo che ciò non avverrà.

Saranno eventualmente i genitori dei bimbi delle scuole di Piteglio, se al corrente di queste prospettive, a fare sentire la loro voce, considerando anche il fatto che duecento metri dalla produzione dei pasti, come ora accade a Piteglio, sono ben diversi dagli svariati chilometri che separano queste scuole dalla mensa comunale di San Marcello.

Così come, senza ombra di dubbio, sarà diversa la qualità del prodotto.

Conosciamo già il genere di risposta che verrà data: le previsioni dei bambini nelle scuole di Piteglio sono in decrescita paurosa e quindi il “gioco non vale la candela”.

Il Sindaco Marmo è al corrente che il suo Comune è già, di fatto, commissariato e utilizzato dal fratello maggiore, cioè il Comune di Limestre-San Marcello?

I segnali della fusione già si intravedono in questi progetti che uccidono le piccole specificità locali per generare inclusioni forzose che (avevamo ancora bisogno di giunte sinistre!) vengono imposte senza ritegno alcuno e con la compiacente attenzione della Dynamo, un tempo Smi che dava lavoro a migliaia di montanini, mentre oggi, complice il “terzo settore”, offre lavoro solo ai figli degli ex compagni divenuti i primi manutengoli dei nuovi padroni.

In attesa dei soldi che il bomba-Renzi e la sua cricca hanno promesso ai “fusi”, cioè ai Comuni che si suicidano politicamente per le migliori fortune del territorio, possiamo solo evidenziare che il principio del “piccolo è bello” sta lentamente e inesorabilmente morendo.

In compenso nascono velleitarie congreghe, rette da impresentabili rottami della politica locale che al momento opportuno, cioè quando si dovrà votare contro la demenziale riforma della Vergine Boschi e del suo Pigmalione, si adopereranno per portare il gregge dove il pastore e il suo cane vogliono.

È un giochetto vecchio ma ancora attuale e concentrabile nel famoso: “Vieni avanti, cretino!”.

[Felice De Matteis]

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