il troppo storpia. NESSUNO VIETA A NESSUNO DI AIUTARE I MIGRANTI: MA SE UN PM DECIDE DI FARLO DISOBBEDENDO ALLA LEGGE, PERCHÉ NON GETTA LA TOGA ALLE ORTICHE E NON SI VESTE DEL SAIO DI SAN FRANCESCO? NON SI PUÒ SERVIRE A DUE PADRONI…

Si spendono fiumi di quattrini e si premiano dirigenti che non fanno un cazzo. E, dopo essere stati ridotti in “spelacchi” viventi – lo ricordate l’albero di Natale della Raggi? – arrivano, di séguito a tutta una serie di negazioni dei diritti, i signori magistrati del Sistema Palamara…


Se è fisiologico che un don Biancalani inviti tutti a disobbedire per essere cristiani nei confronti dei migranti e dei clandestini, meno fisiologico è che un pubblico ministero si metta a coordinare una rete come Terra Aperta che aiuta i fuorilegge…

 

CHI LA LEGGE HA DA DIFENDERE

NON LA DEVE CERTO OFFENDERE

 


 

Claudio Curreli su Tvl di Luigi Egidio Bardelli. Oltre che capo scout è anche coordinatore della rete Terra Aperta

 

C’È UN LIMITE in tutte le cose, scriveva il poeta Orazio più di 2000 anni fa. L’Italia ha invece perso la ragione e i limiti.

Per Italia si intende la totalità delle persone e delle istituzioni. Napolitano e Mattarella ci hanno condannati a vivere violando la Costituzione: senza elezioni e senza governi scelti dal corpo elettorale che – occorre ricordarlo – è l’istituzione-base di tutto.

Per di più ci hanno imbavagliati e legati con una leggiaccia elettorale che fa – come dicono i pistoiesi pettegoli – onco. In altre parole fa vomitare.

Come cittadini siamo ostaggio della burocrazia dei dirigenti (evviva il grande Bassanini inventore non del burraco ma del gioco del pela-popolo: si spendono fiumi di quattrini e si premiano dirigenti che non fanno un cazzo) e, dopo essere stati ridotti in “spelacchi” viventi – lo ricordate l’albero di Natale della Raggi? – arrivano, di séguito a tutta una serie di negazioni dei diritti, i signori magistrati del Sistema Palamara che, anziché assoggettarsi alle leggi come da Costituzione, le leggi se le inventano pure, finendo con l’istruire processi innominabili, come quello che sta subendo chi scrive; processi che ingolfano i tribunali per futili motivi e che sperperano ingenti risorse economiche per pagare un sottobosco di personale chiamato a star dietro alle puttanate tipo le espressioni «sindaco inutile» o «si comporta come un baccalà».

Nel frattempo certi campioni della legalità, dimenticano addirittura di essere magistrati e, con un altissimo e invidiabile senso di terzietà e imparzialità, fanno come certi geometri del Comune di Quarrata che, di mattina lavoravano in Comune, e di pomeriggio negli studi di alcuni professionisti dell’edilizia, per i quali è supponibile che preparassero progetti ad hoc che loro stessi avrebbero fatto passare la mattina seguente nell’istituzione democratica di nome e frega-popolo di fatto – come sta emergendo per il Comune del Mazzanti Okkióne lungimirante (ma solo a burraco).

Non è un’insanabile contraddizione; un patente conflitto d’interessi per un pubblico ministero?

Su Marco e la sua giunta in ciabatte dell’Anpi, torneremo in séguito. Qui preme far notare un fatto non secondario e che, mai e poi mai dovrebbe, sfuggire alla procura di Pistoia. Intendo dire – e ricordare a tutti i cari ex-colleghi giornalisti allineati ai pubblici ministeri e ai loro ordini – che, se è fisiologico che un don Biancalani inviti tutti a disobbedire per essere cristiani nei confronti dei migranti e dei clandestini, meno fisiologico è che un pubblico ministero, che mi ha cucito la palandrana del rinvio a giudizio su perfetta misura (peccato, però, solo con stracci e patch-work), si metta a coordinare una rete come Terra Aperta che aiuta i fuorilegge o quelli che tali possono concretamente sembrare, dal momento che entrano in Italia senza permesso. Una rete che si reclamizza sulla Tvl bardellopolitana e sugli altri organi di stampa organica.

Men che mai, poi, è fisiologico che in tutto questo, il procuratore capo tolleri il tutto senza battere ciglio e lasciando incardinare un processo che, a mio parere (ma un parere ragionato e ponderato), è un insulto al cittadino che chiede legalità e rispetto, una vera e propria violazione di tutti i diritti umani, la negazione della democratica libertà di parlare, pensare e scrivere «senza autorizzazioni e censure».

Senza parole

C’è un motivo, dinanzi a questo modus operandi, che ci imponga di doverci inchinare alla “sacralità della giustizia”, se non rinunciando alla nostra capacità di ragionare, sacrificandola alla più ignobile idiozia del conformismo al potere?

Buon caldo a tutti nella consapevolezza che dopo il Carnevale, di solito, viene la Quaresima. Non è forse successo anche a quel sant’uomo del cardinale Becciu…?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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