immigrazione. LA FACCIA TOSTA DI CHI SI VANTA DI MERITI NON SUOI

«La scorsa settimana i carabinieri, assieme al sesto Battaglione di Firenze e ai Nuclei cinofili di Firenze e Pisa-San Rossore, hanno effettato una retata in Piazza della Resistenza arrestando una banda di spacciatori composta interamente da “nuove risorse” africane richiedenti l’asilo politico»
La frase postata su Facebook da Samuele Bertinelli riguardo l’operazione antidroga

PISTOIA. Troppo facile partecipare a delle elezioni amministrative da sindaco uscente, presentandosi nuovamente candidato, accaparrandosi gloria e onori che non ti spettano affatto.

C’è bisogno di una faccia tosta notevole, che il caro Samuele Bertinelli ha.

La scorsa settimana i carabinieri, assieme al sesto Battaglione di Firenze e ai Nuclei cinofili di Firenze e Pisa-San Rossore, hanno effettato una retata in Piazza della Resistenza arrestando una banda di spacciatori composta interamente da “nuove risorse” africane richiedenti l’asilo politico.

Dopo tutta una serie di assurdi annunci e proclami inneggianti all’accoglienza indiscriminata degli immigrati clandestini che si riversano sulle nostre coste, Bertinelli ha avuto l’ardire di pavoneggiarsi per l’ottimo risultato conseguito dalle forze dell’ordine anche dietro l’impulso di Palazzo Giano. In poche parole, sta tessendo le lodi di sé stesso, fingendo di non aver mai pronunciato le assurdità di cui sopra (vedi monologo nella stessa piazza il 25 aprile).

I clandestini arrestati per spaccio, i quali in un Paese normale sarebbero già stati messi dentro per il loro status di clandestini, erano stati accolti nelle comunità montanine come l’Abetone e San Marcello, e proprio da quest’ultimo luogo proveniva l’altra risorsa boldriniana arrestata l’anno scorso in città per spaccio di eroina.

Domanda: questa situazione può esser paragonata ad una simile (e frequente, nessuno lo nega) che vede però come protagonisti spacciatori italiani? No, e per una ragione evidente: l’immigrato, commettendo un reato, rompe il tacito patto di fiducia stipulato col Paese accogliente, il quale si aspetta dall’ospite un comportamento irreprensibile. A maggior ragione se si tratta di un clandestino che in ogni parte del mondo verrebbe respinto a pedate nel Paese di provenienza.

Un gommone carico di immigrati

E complessivamente risulta ridicolo il pavoneggiarsi del Bertinelli perché è chiaro a chiunque che l’assenza di controlli tra chi arriva e tra chi poi viene parcheggiato qui, con la conseguente situazione di anarchia vigente, rende possibile la creazione di vaste sacche di criminalità diffusa, difficili oltretutto da debellare vista la presenza di cretini che urlacchiano “razzisti, razzisti!” ogni qual volta si tocchi le loro amate nuove risorse.

Non è una novità che i centri sociali si schierino, anche fisicamente, aprioristicamente a difesa dei clandestini e del loro diritto di fare cosa vogliono qui in Italia.

Sembra sempre più chiaro che, in caso di ballottaggio, saremo chiamati a votare tra il buon senso e l’assurdità.

[Lorenzo Zuppini]

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