immigrazione. LA NIGERIA CI CONCEDE LE SUE MIGLIORI RISORSE: OMICIDI E SPACCIATORI

«Un problema, però, per essere risolto deve essere preliminarmente individuato. Ebbene cosa otterremmo se eliminassimo dalla cronaca nera ogni particolare riguardante la vittima e il colpevole? Non siamo noi ad essere i responsabili di queste infamie, poiché facciamo anche fin troppo per cercare di integrare nella nostra società chi non vuole assolutamente farlo»
La nave di una Ong carica di immigrati

PISTOIA. La Nigeria sta dando frutti inestimabili. È stato arrestato Innocent Oseghale, ventinovenne nigeriano arrivato in Italia clandestinamente la cui domanda di protezione internazionale era stata rifiutata, noto per essere uno spacciatore e accusato di aver ucciso Pamela per poi averne spezzettato il cadavere in dieci parti.

A Montecatini, a due passi da casa nostra, è stata arrestata un’intera banda di nigeriani, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, che si dedicava allo spaccio di eroina. La squadra mobile di Pistoia ha dato una mano al commissariato di Montecatini e al reparto prevenzione crimine di Firenze. Mille dosi vendute in pochi mesi per un guadagno di ventimila euro.

Giovedì pomeriggio, in Via Garibaldi a Montecatini, un ventitreenne nigeriano è stato fermato per un semplice controllo dei documenti e, in tutta risposta, ha malmenato i militari tentando di fuggire in bicicletta. L’uomo, noto già per comportamenti di questo tipo nei confronti delle forze dell’ordine, ha terminato la fuga aggredendo nuovamente i suoi inseguitori.

Siamo sciacalli per la signora Boldrini, perché creiamo un nesso tra i reati compiuti dagli immigrati e il loro status di clandestini che, come nel caso del truce evento della povera Pamela, rimane tale anche dopo il loro arrivo su terra italica.

Un problema, però, per essere risolto deve essere preliminarmente individuato. Ebbene cosa otterremmo se eliminassimo dalla cronaca nera ogni particolare riguardante la vittima, il colpevole, il contesto e le tempistiche? Il bello è che questa ramanzina ce la fanno persone che hanno l’ardire di chiamare l’omicidio di una donna “femminicidio”, tipizzando l’evento e creando un perimetro entro il quale l’evento assume una gravità maggiore.

E le politiche di un governo devono poter essere biasimate, ma per poterlo fare è indispensabile avere la possibilità di diffondere i dettagli degli eventi, belli o brutti che siano, che servono anche per misurare l’efficacia delle misure messe in atto dalla compagine governativa.

In Svezia, ad esempio, accade il contrario: è vietato pubblicizzare l’identità dell’autore di un reato. Ed è

Il nuovo progetto per il ponte siciliano.

così che, pare per magia, i reati violenti a sfondo sessuale sono aumentati considerevolmente, sebbene tale incremento coincida col flusso di immigrati afro-islamici che ha investito anche il nord Europa. Sembra però che queste violenze siano piovute dal cielo, mentre invece vengono perpetrare da persone che hanno, per cultura personale, una predisposizione in tal senso.

È un dato di fatto, perché supportato dai numeri, che i nigeriani controllino gran parte del racket della droga e della prostituzione. Con ciò, nessuno vuole indurre alla violenza verso di loro, ma serve avere un quadro chiaro e complessivo della situazione.

Non siamo noi ad essere i responsabili di queste infamie, poiché facciamo anche fin troppo per cercare di integrare nella nostra società chi non vuole assolutamente farlo. La colpa, piuttosto, è di chi ha permesso che si generasse questo caotico movimento di esseri umani che irregolarmente e senza addurre validi motivi (climatici, tipo) hanno deciso di accamparsi in questo paese facendovi i propri porci comodi.

Sembriamo la fognatura dove finiscono i rimasugli degli shit hole dopo aver tirato lo sciacquone.

[Lorenzo Zuppini]

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