imprenditori (denojantri). ASTIR. TUTTO E PER TUTTI

L’interrogatorio della Giuntoli, non è andato bene e quindi rimane ai “domiciliari”. Ma chi è Astir e da dove viene? Un modello da promuovere o abolire?
Ritaglio sulla presidente dell’Astir

PIANA.  La consultazione del sito istituzionale di Astir merita di alcune considerazioni: il Consorzio si presenta in modo impeccabile: ventidue socie delle quali tredici cooperative, con tutti i fiocchi e controfiocchi, certificazioni di qualità, ambientale, sicurezza del lavoro. Specializzata nella formazione di studenti disabili, con le più solenni ispirazioni morali, anche del Santo d’Italia: Francesco. What else?

Peccato che le condizioni di mantenimento delle case di accoglienza dei migranti, siano state presentate ai media nella loro drammatica, vergognosa e orripilante schifezza: negli alloggi, avevano dimenticato tutte le certificazioni e anche le intenzioni francescane, purtroppo.

Sudicio accumulato, solo un pasto al giorno, degrado diffuso e abbandono generalizzato con sporcizia ovunque. Ma Astir non poteva incaricare le proprie consociate di provvedere ai servizi di igiene? Dov’era finito lo spirito mutualistico della cooperazione sociale?

Schema sinottico dei servizi offerti da Astir

Viene da chiedersi anche come sia possibile in un momento congiunturale come quello di oggi, che un Consorzio di imprese e cooperative sia così efficiente e produttivo e raggiunga cospicui accrediti e relativi volumi di fatturato ma che però, non sono pubblicati sul sito, tradendo anche il generale presupposto di trasparenza?

Astir, copre con le sue ventidue associate tutte le attività di servizio immaginabili nell’universo mondo: formazione, assistenza a disabili o anziani, accoglienza migranti (la prima, di questi tempi e forse la causa di tutti i mali), mense, turismo sociale, pulizie, ma anche il restauro di serramenti (roba da falegnami) e le pubbliche affissioni di Comuni della piana, tutti distinti per la loro legalità: Prato, Carmignano, Agliana, Montemurlo, Poggio a Caiano e Montale.

Motti francescani nella home page di Atsir

A proposito di queste ultime, i Sindaci dei Comuni che hanno affidato all’ipermercato “Mela verde soc. Cooperativa sociale” le attività di servizio per le affissioni pubbliche (la classificazione Ateco 47.11.10 è quella degli ipermercati!) hanno mai chiesto – ai loro ben remunerati dirigenti – come si poteva appaltare il servizio di affissione pubblica a un “ipermercato”? Hanno contezza di cosa è un ipermercato?

E ora che hanno vista tale incongruenza hanno intenzione di disporre le verifiche sui requisiti della capofila e anche della Mela Verde s.c.s.? Esiste qualche problema se la società affidataria del servizio è collegata a una capofila in odore di gravi illeciti e che per questo è dimissionaria (meno male qualcuno si dimette)?

La certificazione sulla moralità non è mai stata emanata da Bruxelles, non per dimenticanza, ma perché è una dotazione spontanea, che non potrà essere codificata per regolamento.

Essa, è come il coraggio per Don Abbondio: chi non ce l’ha non se lo può dare.

Verrebbe da chiedersi per quale motivo tanti i giovani disoccupati, che sono rammentati nei talk show per essere dimenticati, non si ingegnano a provvedere in forma di cooperativa sociale a prestare tutti questi servizi, applicandosi al lavoro cooperativo: avremmo così risolto una delle piaghe sociali che più affliggono il paese, la disoccupazione.

O forse, non basta la voglia di lavorare? Cosa c’è in Astir che non è disponibile al rest of the world?

[Alessandro Romiti]

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