INCENDIO A OSTE, BOTTA-RISPOSTA LORENZINI-MAZZANTI

Il Sindaco di Montemurlo: «Non siamo la zona franca dei mobilieri senza scrupoli di Quarrata». Il primo cittadino di Quarrata: «Mi auguro che Lorenzini possa recuperare il tempo perso e faccia i dovuti controlli sul proprio territorio»
La fabbrica di Oste distrutta dalle fiamme
La fabbrica di Oste distrutta dalle fiamme

MONTEMURLO-QUARRATA. [a.b.] Dopo l’incendio, scoppiato sabato sera in una fabbrica per la produzione di divani gestita da cittadini cinesi in via Ombrone a Oste, il sindaco Mauro Lorenzini ha alzato la voce su una situazione oramai divenuta intollerabile.

“Se una parte senza scrupoli dei mobilieri di Quarrata pensa che Montemurlo sia diventata una zona franca, dove far assemblare divani a 30 euro per poi rivenderli in negozio a 2500 euro, si sbaglia di grosso. Non si possono mettere gli operai in cassa integrazione e poi trovare il guadagno, sfruttando chi produce nell’illegalità, senza prestare alcuna attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e ai diritti dei lavoratori. A questo gioco non ci stiamo ed intensificheremo i controlli”.

A Mauro Lorenzini ha risposto a distanza il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti: “Mi spiace molto che il sindaco di Montemurlo – scrive Mazzanti – cerchi di scaricare responsabilità su altri, sicuramente la produzione di mobili imbottiti negli ultimi anni si è spostata da Quarrata in varie zone della provincia di Prato, presso aziende di stranieri gestite da stranieri. Se queste aziende lavorano nella completa illegalità, purtroppo da troppi anni, sicuramente le responsabilità vanno cercate nelle istituzioni che hanno consentito tutto questo. Mi auguro quindi che il sindaco di Montemurlo possa recuperare il tempo perso”.

Il Sindaco Marco Mazzanti
Il Sindaco Marco Mazzanti

Lorenzini in un comunicato ha ricordato che “Montemurlo è da sempre accogliente con quelle aziende che operano nella legalità, ma estremamente rigida con chi danneggia l’economia d’eccellenza del distretto industriale, operando in spregio alle leggi.

“Montemurlo non è il distretto dell’illegalità. Proprio sabato ho partecipato all’inaugurazione di un’ azienda metalmeccanica da 18 milioni di fatturato annui che si confronta con il mercato nella legalità, dando lavoro a 48 giovani altamente qualificati”.

Nel solo 2014 la polizia municipale di Montemurlo (nell’ambito di controlli interforze o in autonomia), ha controllato 43 ditte, 18 gli immobili sequestrati e 800 i macchinari confiscati; al 28 febbraio di quest’anno sono già state controllate 15 aziende, due gli immobili posti sotto sequestro e 42 macchinari requisiti. Anche l’azienda di via Ombrone doveva essere oggetto di un nuovo controllo programmato tra pochi giorni.

“Mi auguro che quanto prima la magistratura accerti le responsabilità di questo grave accaduto. È solo grazie alla tempestività e alla professionalità dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e degli altri volontari intervenuti se non c’è scappato il morto”.

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