incendio del cassero. NUBE TOSSICA FINO A LARCIANO-LAMPORECCHIO

Discarica del Cassero in fiamme. 1
Discarica del Cassero in fiamme

PISTOIA. È una terra dei fuochi anche quella di Pistoia. Lo è da decine di anni. Da quando è nato l’inceneritore di Montale e da quando è stata scavata, la prima volta, la discarica del Cassero.

Dell’uno e dell’altra nessuno – a iniziare dalle autorità in primo luogo – ha mai voluto parlare chiaramente.

La Procura della Repubblica ha sempre voluto mantenere un basso profilo: l’ex-Capo Dell’Anno lo dichiarò apertis verbis (vedi).

Ora si scopre che a Montale l’inceneritore fora e strafora ogni volta che gli pare e piace: e la Corte d’Appello di Firenze ha sentenziato che l’impianto del Cis è pericoloso per la salute pubblica, confermando le tesi sostenute in primo grado a Pistoia dagli antinceneritoristi.

Eppure sotto il camino delle diossine si coltiva verdura, si allevano animali domestici e si mangia di tutto di più, bevendo anche vino – perché lì il vino viene fatto – inquinato non si sa bene da che cosa, ma non certo da miele d’api.

Il Cassero si presenta in maniera un po’ diversa, ma non per questo meno pericolosa.

Quello che contiene, diciamolo a chiare lettere, nessuno lo sa di preciso. Indagini dovrebbero esserne partite, ma non hanno mai portato a nulla. Eppure c’è anche amianto, copertoni d’auto e lana di roccia: insomma non propoli e non acqua di montagna. E Gianni Manigrasso ne aveva fatto un suo punto d’onore: non faceva altro che parlarne.

L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

Ora, nel momento in cui il fumo, che si sta alzando dal Cassero, ha passato il Montalbano ed è finito fino a Larciano-Lamporecchio, spandendo cacca ovunque, ma dopo averla sparsa anche nelle vicinanze della discarica e su migliaia di persone, c’è da augurarsi che la Procura non voglia mantenere un basso profilo, ma scavi fino a fare piena luce su tutto. E al più presto. Si è sempre detto che la discarica del Cassero era pericolosa.

La faccia, chiarezza. Perché niente manca – in questa “Toscana dei fuochi” – quanto l’onesta trasparenza e la luce che, anche a Pistoia, manca da oltre settant’anni.

E intanto l’Asl, come una “bell’addormentata”, si sveglia e lancia i suoi appelli. Invita la popolazione a non inalare i fumi e avverte che sul posto «sono presenti operatori del dipartimento di prevenzione».

Noi, cinici, chiediamo: a far che? Dire di non respirare l’aria, non è come se, durante la famosa eruzione del Vesuvio, qualcuno si fosse messo a gridare all’impazzata «smettete di respirare»?

La speranza – ripetiamo – è che la Procura non si fermi al basso profilo e che dopo questo disastro si facciano dei carotaggi seri e delle serie analisi delle materie sepolte al Cassero.

Così: tanto per sapere di cosa si tratta veramente, visto che finora – a quanto si dice – nessuno ha mai voluto tenere gli occhi aperti e farli aprire alle popolazioni del luogo. Dato che la salute è un diritto – anche se con Enrico Rossi non sembra…

e.b.


L’ASL: «NON RESPIRATE I FUMI»

Il Cassero in fiamme. 1
Il Cassero in fiamme. 1

 

PISTOIA. A seguito dell’incendio che si è sviluppato, ed è ancora in corso, nella discarica del “Cassero”, Comune di Serravalle pistoiese nei pressi di Cantagrillo, a scopo cautelativo la popolazione è invitata ad adottare tutte le necessarie precauzioni al fine di non respirare i fumi dell’intensa nube che per il momento sta interessando l’area del Montalbano, in particolare tra Lamporecchio e Larciano.

Sul posto, tra gli altri, sono presenti operatori del dipartimento di prevenzione che invitano a titolo precauzionale la popolazione ad evitare l’inalazione e contatto con i fumi.

[ponticelli – asl area vasta cento]


DISCARICA, SICUREZZA E SALUTE

Il Cassero in fiamme. 2
Il Cassero in fiamme. 2

 

CASALGUIDI-SERRAVALLE. Siamo vivamente preoccupati per l’incendio tuttora in corso alla discarica del Cassero di Casalguidi per il fatto che qui vengono smaltiti rifiuti speciali e quindi potenzialmente inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute dei cittadini.

Chiediamo alla Amministrazione Comunale e alle autorità competenti di far presto luce sull’accaduto, definendo cause, danni e responsabilità precise.

Sollecitiamo il Sindaco quale primo responsabile della salute e della sicurezza pubblica a fornire alla cittadinanza le dovute spiegazioni sul caso e a rendere note tutte le precauzioni da adottare da parte della popolazione per far fronte ai rischi e ai pericoli che l’incendio potrebbe comportare e le misure che l’amministrazione intende assumere per garantire la salute dei cittadini ed evitare il più possibile l’inquinamento ambientale.

Elena Bardelli
Consigliere Comunale Fdi-An

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Linee Future ringrazia: Elena Bardelli per avere avvisato del disastro; Federico Gorbi, Gianni Manigrasso e Edo Biagini per aver fornito foto, filmati e informazioni.

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