inceneritore. A ROMA SI ACCENDONO LUCI SU MONTALE

Aria sempre più calda, quella che esce dalla canna fumaria dell’inceneritore di Montale per le attività di alcune istituzioni che sono conseguenti a iniziative del Comitato antinceneritorista
L’onorevole Bianconi

MONTALE — PIANA.  Sempre più “calda” la questione delle criticità gestionali dell’inceneritore, denunciate da Arpat nella relazione di un anno fa e non ancora risolte, né chiarite.

Intanto che martedì 21 a Roma il Parlamento procederà a rispondere all’interrogazione parlamentare proposta dal deputato Maurizio Bianconi del Gruppo Misto, il Presidente del Comitato Emas Paolo Bonaretti, ha rinviato l’audizione degli esperti del Comitato antinceneritorista che la sollecitano al fine di rappresentare de visu le macroscopiche incongruenze e criticità di conduzione dell’impianto di via Tobagi.

Il Comitato Emas (in seno a Ispra, Istituto Superiore Protezione Ambientale) non aveva avuto notizia del blocco impianto del 20 Agosto (ciò non deve sorprendere) e dopo le comunicazione notificategli dalla Presidente Paola Gelli ha disposto “richiesta all’Arpat degli esiti”.

Arpat nel luglio scorso, aveva rassicurato l’Agenzia Emas che tutto andava bene, per gli interventi svolti da Ladurner, salvo poi essere smentita dal blocco del 20 Agosto.

La risposta di Emas al Comitato

La Gelli ci informa che al Comitato Emas, saranno sorpresi quando scopriranno che Arpat è stata inerte e non ha fatto nessun accertamento diretto, ritenendo sufficiente e “plausibile” la contestatissima relazione di Desmos, per la quale è ancora attesa la risposta dei chiarimenti a Usl Centro, invece, rimasta “perplessa”.

Andrea Poggi di Arpat, ebbe a dire nella Commissione ambiente azzoppata del 27 settembre che non intendeva entrare nel contraddittorio Desmos – Ladurner e il Comune di Montale: Arpat non sarebbe stata chiamata a controllare niente e dunque, cosa potrà relazionare alla superiore agenzia del “Comitato Emas”?

il Direttore di Arpat Pt , Andrea Poggi, che ritiene plausibile la relazione Desmos

Anche il Prefetto ha ricevuto il Comitato e ha appreso con stupore della vicenda che i sindaci di Montale e Agliana, convocano le “Commissioni Ambiente congiunte” su problematiche ambiente di alto interesse pubblico, mancando di dare gli atti ai commissari, ritirandoli dopo la loro pubblicazione e ripubblicandoli dopo l’intervento del Difensore civico regionale.

Un comportamento che l’Ing. Massimo Selmi, dirigente del Dip. Prevenzione infortuni di Usl Centro ha definito “schizofrenico”, respingendoci altri chiarimenti — poi richiesti all’ufficio stampa — sul significato autentico della considerazione del dirigente Nicola Cipriani, rimasto “perplesso”.

Il Prefetto Angelo Ciuni, si è riservato di incontrare i Sindaci di Agliana e Montale per i chiarimenti del caso, ma ha ricordato al Comitato, rappresentato da Paola Gelli e Giacomo De Lucia, che è possibile esercitare la “messa in mora” di quei dirigenti che disattendendo o violando il fondamentale freedom of information, si pongono fuori dalla legge, fatte salve le iniziative che conseguono sul piano dell’azione penale per eventuali omissioni di atti o falsità ideologiche.

[Alessandro Romiti]

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