inceneritore. BETTI ESCLUDE AGLIANA E MONTEMURLO

 

PIANA. Mentre nessuno sa dire – a quasi 150 giorni – la causa del blocco impianto del 20 Agosto scorso, l’unica notizia interessante è che Arpat afferma il “persistere di una generale vulnerabilità del sistema elettrico”. Ciò non è poco, visto come ma la stessa Arpat, aveva rassicurato il comitato Emas presso Ispra che tutto andava bene, anzi benissimo, fino al pomeriggio assolatto del 20 Agosto scorso.

Nel Novembre dell’anno 2016, Arpat elaborò una corposa relazione elaborata da un speciale gruppo di esperti, nominati con apposita Ddg (la 77 del 6.5.16) di Arpat, sulla quale sarebbe stato meglio mettere una pietra sopra.

L’impianto di incenerimento di Montale è oramai un teatrino, dove ognuno se la canta e se la suona a suo gradimento: le sollecite smentite degli avvocati, risulteranno poi delle toppe peggiori dei buchi.

Gli uomini di Ladurner, il secondo da destra l’Ing. Pacitti di Desmos

Ecco dunque che il prossimo 23 di Gennaio, il Sindaco Ferdinando Betti convocherà una Commissione Ambiente che ripropone la vicenda del famigerato blocco, ma conseguente alla rivelazione del 16 Dicembre per la quale il direttore d’impianto Brizzi, riferì ai commissari di aver prelevato sull’argine dell’Agna le chips di arbusti e erbe “incombuste”, poi indicate come la vera causa dell’arco elettrico che causò il black-out.

Betti, ha deciso di non convocare – e dunque escludere dalla comprensione dei fatti – i consiglieri dei Comuni di Agliana e Montemurlo preferendo evidentemente limitare la divulgazione dell’incompreso “incidente” non solo anomalo e davvero imperdonabile, rettificato e poi riconfermato dalla stessa Ladurner nei termini fantastici dedotti nella relazione dello studio Desmos.

Intanto che ad Agliana i consiglieri di opposizione Baroncelli e Benesperi hanno sollecitato una sessione congiunta, parimenti ha fatto il consigliere di opposizione Matteo Mazzanti (FdI/An) nel Comune di Montemurlo dove, il Sindaco Lorenzini sembra preferire l’oblio e non la trasparenza sulle vicende dell’impianto. I consiglieri del gruppo ambientalista del M5S dei due Comuni confinanti non si esprimono: forse attendono l’esito della “commissione monocomunale”?

[Alessandro Romiti]

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