inceneritore. CI PENSERÀ LA PROCURA?

«Auspichiamo che il magistrato provveda finalmente a fare luce anche sull’episodio degli sforamenti dell’estate scorsa»
L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

MONTALE-PIANA. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del Comitato antinceneritorista:

Il Comitato registra con soddisfazione mista a inquietudine la notizia dell’ulteriore indagine della Procura della Repubblica di Pistoia – guidata dal nuovo Procuratore Capo dott. Paolo Canessa – sull’inquinamento da diossina dell’inceneritore. È noto a tutti (ma evidentemente non lo è stato ai Sindaci e agli Organi di controllo) che le ricadute di inquinanti altamente tossici, si sono verificate in un periodo di tempo prolungato e senza controllo dei dosaggi di soglia di contaminazione (csc), esponendo la cittadinanza a una inconsapevole prolungata intossicazione alimentare e accumulazione.

Tutto questo è successo dopo (e nonostante) la condanna dei vertici del Cis per l’inquinamento del 2007 e le denunce formalizzate per iscritto ai sindaci dei quattro Comuni soggetti alle ricadute nell’estate del 2014 (ovvero un anno prima dell’evento) al quale è seguita solo autoreferenzialità, indifferenza e arroganza, con ripetuta negazione al confronto con i cittadini e mancanza di trasparenza e chiarezza degli uomini del Cis.

Stupisce la posizione del Sindaco Betti che, primus inter pares tra i Sindaci sul territorio, si è rifugiato dietro a superficiali pareri che oggi sono finiti sotto la lente della Procura per i loro parziali contenuti valutativi delle minacce sanitarie alla catena alimentare e non solo: la piana di Prato e Pistoia è ancora oggi posta in cima alla classifica delle aree con il massimo degli sforamenti da polveri fini.

Dr Paolo CanessaSappia il Sindaco Betti, che la “gestione diretta” dell’impianto sarebbe logicamente auspicata dal buonsenso ma è, e sarà, negata dai fatti risultando chiaro che l’impianto è notoriamente conosciuto come “incontrollato” con gravi criticità gestionali e ciò non solo a parere del Comitato.

Auspichiamo che la Procura della Repubblica provveda finalmente a fare luce anche sull’episodio degli sforamenti dell’estate scorsa, avvalendosi – e questo non è un dettaglio – di un consulente tecnico proveniente da altra regione, per questo libero da conflitti di interesse e non P[oliticamente] D[ipendente] da gerarchie o lobby. Infine, si spera che la notizia venga bene considerata anche dai consiglieri della Regione Toscana che, con le Commissioni Salute e Ambiente, hanno recentemente udito le denunce del Comitato e del Coordinamento per la conclamata minaccia alla salute, sfociate in una corposa rassegna delle ripetute malversazioni gestionali dell’impianto di via Tobagi.

Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale


VOLUTAMENTE pubblichiamo questo comunicato per ultimi tra tutti gli organi di stampa: come per primi abbiamo sempre dato spazio e voce al comitato.

Specie quando gli altri organi di stampa hanno “sapientemente taciuto” mantenendo bassi profili secondo le intenzioni dell’ex procuratore-capo Dell’Anno…

l.f.

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