inceneritore. COMITATI IN FESTA, MA MENO A MONTALE

Il blocco definitivo dell’impianto di Case Passerini, impegnerà il Comitato di Paola Gelli a riaffermare delle ulteriori determinazioni di chiusura nel 2023 del più malgestito impianto d’Italia, quello dell’incenerimento di Montale

 

La Presidente del Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, Paola Gelli

PIANA. Lo avevamo già scritto e previsto su questi schermi e ci scuserete il moto di orgoglio per l’esito più profetico: l’inceneritore di Case Passerini non si farà. Mentre a Firenze si festeggia – e domani sera, saranno in Piazza Signoria i Comitati antinceneritoristi per la festa – si dovrà immaginare una completa revisione del Pirg dei rifiuti, elaborata dall’allora Assessore all’ambiente della Provincia di Pistoia, Rino Fragai, oggi Commissario dem posto stabilmente a presidio del Comune di Agliana.

Insomma un rovesciamento di programma degli inceneritoristi che adesso dovranno rivedere le proprie anacronistiche e ammuffite convinzioni antieuropeiste: felici saranno quei politici ondivaghi che, a seconda della stagione e delle “brezze”, rivoltavano la casacca ponendosi prima a favore e poi contrari alla antieconomica e pericolosa tecnica dell’incenerimento. Finalmente diranno che avevano capito e hanno, poscia, voltato la giubba per la giusta meritevolezza della politica delle “3R” (Recupero, Riciclo, Riuso).

Fragai  già Assessore all’Ambiente e noto “inceneritorista”.

Adesso che finalmente la “montagna è stata spianata”, si sentiranno delle conversioni strabilianti alle quali, sgraneremo gli occhi e volgeremo gli orecchi, riesumando pezzi d’archivio molto eloquenti. Molti saranno i politicanti che si diranno fulminati sulla via di Damasco e, tra molti di questi si porrà una necessaria riallocazione partitica, trattandosi di un argomento radicale e dirimente: “essere o non essere” inceneritoristi, Liberi e uguali, democratici o pentastellati?

La politica inceneritorista del Pd renziano, trova oggi un ulteriore argomento di spaccatura che permetterà la massima esaltazione delle pesanti incongruenze di indirizzo politico di questi ultimi tre lustri di programmazione del territorio, con un aumento indiscriminato delle tariffe di igiene urbana, lo sviluppo di discariche e l’inquinamento dell’ambiente con le inevitabili ricadute sulla salute della cittadinanza, mai chiarite dagli organi di controllo preposti.

Inceneritore. Tavolo istituzionale a Montale

In una telefonata emozionata, la Presidente del Comitato antinceneritorista Paola Gelli, dichiara la sua felicità per le notizie che vengono da Roma, ma ostenta chiaramente la preoccupazione per l’ipotesi di restaurazione del detestato impianto di Montale (quello che si blocca senza ragione e che manca di “certificazione Emas”).

Il Comitato – ci spiega la Gelli – intende formalizzare al più presto una nota di sollecitazione ai Sindaci della società partecipata Cis spa affinché riconfermino in modo categorico e definitivo, la data di chiusura dell’impianto di via Tobagi fissata al 2023, questo anche alla luce delle dichiarazioni monotònali di critica all’incenerimento che sono state espresse dai consiglieri dem e non solo. Adesso tutti si richiamano alla pericolosità e l’anti economicità della tecnica dell’incenerimento in un afflato di riscoperta saggezza, lungimiranza e responsabilità di chi lo aveva saggiamente (così diranno) “sempre pensato”.

L’inceneritore di Montale che fine farà?

Montale, è destinato a diventare il perno per altri quaranta anni dell’incenerimento o sarà davvero il laboratorio di un felice esperimento di conversione all’economia circolare di un inceneritore? A questo punto sarà anche interessante sapere quale sarà la nuova posizione di altri Enti, quali a esempio (è stato?) l’Ordine dei Medici di Firenze: sarà da oggi vocato a una revisione di indirizzo e rovesciamento della apparente tolleranza all’incenerimento?

[Alessandro Romiti]

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