inceneritore. ECCO LA SENTENZA DEFINITIVA DI CONDANNA

Esponenti del Comitato per la Chiusura dell’Incenereritore di Montale

MONTALE-AGLIANA. Abbiamo già dato notizia della definizione del processo penale a carico dei dirigenti Giorgio Tibo e Maurizio Cappocci, portato a una defaticante quanto inutile pronunciazione della Corte di Cassazione.

Vi presentiamo qui la sentenza con un nostro commento sintetico che potrà essere facilmente verificato, leggendo il contenuto della precedente della Corte di Appello di Firenze.

La Cassazione, conferma le richieste degli avvocati delle parti civili, emettendo una sentenza praticamente sovrapponibile alle altre due precedenti.

L’intera vicenda è partita nel 2009 con una storia giudiziaria anomala, ma utile a confezionare una ipotesi strumentale, usata dalle amministrazioni del Pd per la sola necessità di ​“rassicurare la cittadinanza” dell’intera piana.

Nonostante una relazione del perito Enrico Cocchi che escludeva una responsabilità diretta dei carboni attivi della soc. Gale srl i dirigenti dell’inceneritore hanno intrapreso una lite giudiziaria civile presso il Tribunale di Milano, che li ha visti condannati dopo quasi 9 anni dagli eventi, con un conto di oltre 63.000 euro a carico dei cittadini.

L’osservatore attento potrà cogliere alcune incongruenze davvero sorprendenti e proporre delle domande:

  • Come è stato possibile insistere nel ricorso alla Corte di Cassazione con un quadro “legale” tanto cristallino, confermato nell’appello alla Corte di Appello di Firenze di seconde cure?
  • Le amministrazioni si sono fatte predisporre delle consulenze legali prima di intraprendere azioni temerarie perché completamente rigettate?
  • Con un documento tecnico di Atp  sfavorevole (perché escludeva la responsabilità delle azioni di risarcimento nei confronti della soc. Gale di Milano) e delle evidenze processuali tanto rilevanti, perché è stata promossa la causa civile, contro la soc. Gale, apparsa temeraria?
  • A quanto ammonta il costo complessivo della “sceneggiata giudiziaria” intrapresa dalle amministrazioni in sede penale e civile presso quattro corti di Giudizio e durata quasi nove anni?

L’intera vicenda, assume dei contorni abnormi, con delle responsabilità che probabilmente espongono gli amministratori e dirigenti della partecipata delle azioni di risarcimento del danno erariale sofferto dalle amministrazioni proprietarie della partecipata Cis, oggi Alia spa.

Sentenza scaricabile della Corte di Cassazione.

[Alessandro Romiti]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento