inceneritore. LA COMMISSIONE AMBIENTE E GLI ASSENTEISTI ISTITUZIONALI. 2

Una trattazione ai commissari “lavata con Perlana”, quella tenuta da Andrea Poggi di Arpat nell’ultima commissione Ambiente dedicata all’inceneritore di Montale
Maria Sargentini e Andrea Poggi di Arpat
Maria Sargentini e Andrea Poggi di Arpat

AGLIANA-MONTALE. Abbiamo finalmente disponibile la valutazione dei referenti del Coordinamento del Comitato antiinceritorista sulla relazione del capo dell’Agenzia di Pistoia, dott. Andrea Poggi e non sono mancate le note di richiamo di aspetti correlati all’incidente e sforamento del 2007, con i “congeneri di diossine” che, appartengono alla tradizionale competenza dell’Arpat, nella ricerca forse fatta un po’ a “senso unico”.

Poggi, lamenta che è mancata la “collaborazione con il gestore” auspicando che l’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) “produca una maggior facilità di controllo di questo impianto anche da parte nostra”: ma come si potrà immaginare che l’avvio di una gestione corretta e diligente (cioè ispirata al comportamento di un buon pater familias) sia data da un atto amministrativo?

Diligenza, correttezza e trasparenza sono doti che viaggiano insieme e se uno non ce le ha – per dirla con il Manzoni – certo non se le potrà dare! Poggi, potrà consultare la stampa del periodo e troverà una vasta antologia di contestazioni di reticenze e opacità sulla gestione dell’impianto: ci sembra che la prassi sia confermata anche sotto alla sua gestione, visto il sapore “addolcito” del suo intervento alla Commissione Ambiente del 6 aprile scorso.

Quando lo Sme (Sistema di monitoraggio in Continuo delle Emissioni) funziona – ha spiegato il dirigente di Arpat – (la relazione di Poggi è farcita di numerosi eufemismi e sospensioni, condizioni, eventualità subordinate e derivate in probabilità graduate, vocaboli soliti a di chi parla in modo incerto e suggestivo, a causa della mancanza di conoscenza di un sistema impiantistico da sempre confuso e complesso) dovrebbe dirci se l’impianto è in marcia o è in una delle fasi transitorie di accensione o spegnimento.

Bene aggiungiamo noi: ma il dirigente Poggi, sa dire se le criticità rilevate dalla Direzione Arpat di Firenze con tanto di relazione pubblicata il 16 luglio 2010 (a firma dei tecnici Ferri e Garro) proprio sul medesimo Sme sono state risolte?

La domanda è pertinente perché lo stesso presidente Franceschi venne a dire in una Commissione a Montale (era nel 2013) che quella relazione era un “inutile documento con tabelle, formule e numeri” e dunque fece intendere che era un atto, inutile e ignorato, lasciato in archivio.

E dunque, se a Poggi piace la chiarezza la puntualità logico argomentativa, incominci a spiegare il significato di tale contestazione sull’antefatto sopra evidenziato che all’epoca non ci risulta essere stata né contestata, né sanzionata.

Evitiamo di proseguire in una interessante esegesi delle elucubrazioni tecniche del Direttore che meriterebbero un’ulteriore sessione di Commissione (per le controdeduzioni disponibili), ricordiamo solo al Dirigente di Arpat che nell’Autorizzazione Integrata ci sono delle specifiche prescrizioni che impegnano il gestore a essere “collaborativo e disponibile” alle ispezioni degli organi di controllo, mentre con l’equipe dei tecnici (un gruppo di lavoro, appositamente formata dalla Direzione toscana) è stato tenuto ben altro comportamento riferito (pagina 54) di “continua vaghezza ed incompletezza di risposta del gestore” e che inoltre le accertate (scritte in grassetto!) “non conformità” al manuale Sme e alle prescrizioni Aia (pagina 55/56 della relazione), sarebbero state sufficienti su altre piccole aziende private a farle chiudere immediatamente con i bolli del sequestro.

La relazione è una sequela di rimproveri e contestazioni dirette e scritte in nero si bianco, ma che devono essere lette, nelle pesanti 63 pagine non facilmente digeribili.

Ha detto Beppe Grillo che nella gestione dei rifiuti c’è la storia del malaffare della politica degli ultimi 50 anni e, l’inceneritore di Montale è la cartina al tornasole del costante conflitto di interesse nel quale sembrano essere coinvolti anche gli organi di controllo, con il silenzio reticente e complice dei sindaci controllori e controllati.

[Alessandro Romiti]

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