inceneritore. LA PERIZIA CONTESTATA PORTATA IN GIUDIZIO

 

Il tavolo di Presidenza, secondo da destra Gianni Gallozzi

MONTALE-PIANA. A nulla rileva che il rappresentante di Ladurner Gianni Gallozzi, abbia fatto premessa che “…in Ladurner per essere avulsi da qualunque coinvolgimento, abbiamo incaricato una società di ingegneria esterna…”: non sembra affatto che il documento prima pubblicato, poi nascosto dal Sindaco Betti e sottratto alla disponibilità dell’opposizione aglianese, sia molto convincente. Anzi, sembra proprio che sia illogico e viziato, per come dedotto da più osservatori, ai quali ci associamo.

Ladurner, ha chiaramente esaurito gli argomenti che erano sostanzialmente la deficienza dei “carboni attivi” e i “black-out” elettrici di Enel, e dunque ha chiama rinforzi.

Federica Fratoni parla con Carla Breschi

La lettura della controversa relazione attesta della circostanze semplicemente inverosimili per il contesto meteo del 20 agosto (leggera brezza) e la naturale corpuscolare e grave (chips di masse vegetali, non fuliggine) che ha visto incardinare una richiesta di chiarimenti a professionisti esterni (Avvocati dal Comune di Montale) e al Difensore Civico Regionale (Comitato antinceneritorista), gratuito.

Intanto che si attendono i pronunciamenti dei due specialisti, ci preme registrare la nostra sorpresa per l’apposizione di una prescrizione di “riservatezza e confidenzialità” sul frontespizio dell’elaborato, poi corroborato dalla diffida dell’Avvocato Alex Vescovi di Bergamo.

Come potrà secretarsi una perizia redatta da chi asserisce (in commissione) che ha interesse a dimostrare la sua correttezza gestionale e causalità esterna del famigerato “blocco d’impianto”? Siamo di fornite a una affermazione viziata e sconfessata di getto, dalla natura stessa del documento. Un elaborato volto a trattare argomenti di rilevante interesse pubblico diffuso, proposto idealmente all’intenzione del solenne esame dei commissari (ma che, in realtà non l’avevano disponibile e non, l’hanno ovviamente, eccepita!).

Sul punto è solo da ricordare che l’episodio di “sottrazione e oscuramento” dell’atto è già successo in sede di Commissione Ambiente il 18 Gennaio, stessa sala stessi attori, meglio coordinati dall’Assessora regionale Federica Fratoni, che sbottò contro la Dott.ssa di Usl Lidia Marino Merlo, perché leggeva i contenuti della relazione di Arpat.

Dunque, restiamo in attesa – con il Segretario Generale comunale astenuta, Donatella D’Amico – dei pareri dei professionisti incaricati (da Betti a titolo oneroso) per il rilascio di tanto delicati e complessi pareri, che vi abbiamo testé anticipato.

[Alessandro Romiti]

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