inceneritore. LA SOLITA FUFFA DEI SINDACI SULL’ IMPIANTO DI INCENERIMENTO

Il Comitato per la Chiusura dell’inceneritore denuncia una messa in scena tra due sindaci per le ipotesi di una impossibile riconversione dell’impianto di via Tobagi 

La Presidente Francesca Simoni, non ci sta e denuncia la fuffa sindacale

MONTALE —AGLIANA. Il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale non potrà mancare di registrare il ridicolo balletto delle “buone intenzioni” (che di solito lastricano la via dell’inferno) espresse dai Sindaci di Agliana e Montale per una ipotesi di riconversione dell’impianto di incenerimento dei rifiuti che, quest’anno, ha superato i quarant’anni di funzionamento e di inquinamento della piana Pistoia/Prato.

Betti, cita un imprecisato progetto di riconversione per lo “smaltimento di scarti tessili”, ma dimentica di specificare che trattasi di una semplice modificazione del combustibile e che comunque, vedrà sempre adottata la tecnica dell’incenerimento: nessun impianto di riciclo e selezione a freddo è stato contemplato nella discussione.

Betti spiega l’idea, ma non chiarisce affatto…

Trattasi evidentemente di un maldestro tentativo di ipnotizzazione della pubblica opinione sulla presenza dell’impianto di via Tobagi che, nel 2023, sarebbe stato – illusoriamente – proposto alla sua chiusura: l’episodio, dimostra altresì che si tratta di un’operazione di facciata con solo un ri-targamento e sempre a caldo, quindi con incenerimento (e conseguenti dannose emissioni dell’impianto).

Un impianto insalubre farraginoso tenuto in funzione solo per le crescenti esigenze della Regione di supplire alla carenza d’impianti di smaltimento a freddo, unica soluzione giustificata di un corretto trattamento di Recupero, Riuso e Riciclo dei rifiuti.

Insomma, siamo di fronte a una manifesta ennesima “presa in giro” dei cittadini della piana ai quali viene proposta l’ennesima pillola indorata.

Benesperi è stato sfanculato dall’Assessore Guazzini: si sorprende?

Ridicola la posizione del Betti che si propone come originale ideatore di un’ipotesi di “riconversione” (che tale non è, essendo sempre fondata sull’incenerimento) – restando questa, solo una mera e vaga “ipotesi”, una ipotesi che resta ignota nelle sue caratteristiche funzionali mancando di “un progetto definitivo da esaminare scrupolosamente”.

Insomma la solita  fuffa che circonda da sempre il famigerato impianto di incenerimento di Montale, propalata da un amministratore che politicamente ispirato all’incenerimento tout court.

Il Sindaco di Agliana Benesperi, fa lo stizzito (vedasi la sua pagina Fb) perché il buon Guazzini aveva “congelato” una sua simile proposta di 14 mesi con un comunicato stampa: ma non ha ancora capito che sull’inceneritore di Montale, il Pd non permetterebbe a nessuno e comunque, di fare alcuna programmazione alternativa alla programmazione regionale?

Il “giocattolino” di via Tobagi guidato dal Franceschi e poi affidato per la gestione impiantistica alla società Ladurner, dovrebbe essere sì riconvertito, ma in una nuova e virtuosa modalità di gestione a freddo dei rifiuti, come quella del modello Contarina: non potranno esserci altre possibilità, nonostante la politica tutta sia cieca e sorda alle politiche green sulla gestione dei rifiuti e si dimostri trasversalmente favorevole all’incenerimento.

[comitato per la chiusura dell’inceneritore di montale]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email