inceneritore. LE OPPOSIZIONI CHIEDONO SUPPLEMENTI

 

Gli uomini di Ladurner, il secondo da destra l’Ing. Pacitti di Desmos

PIANA. Nella vicenda del blocco impianto del 20 Agosto, l’unica cosa certa è la richiesta di rettifica del legale della Ladurner alla quale abbiamo provveduto ai primi dell’anno.

Le nostre verifiche presso i consiglieri di opposizione che hanno visitato l’impianto il 16 Dicembre, sono state tutte convergenti e hanno “smentito” la smentita dell’Avvocato Vescovi. Non è un dettaglio marginale: in questo modo si sono riaperti i giochi e dunque, la questione delle chips entrate dalla griglia di areazione della centrale Ups è sempre più incomprensibile, rischiando di esplodere nella prossima sessione della Commissione Ambiente.

Dettaglio delle “ceneri volanti”

Infatti, i commissari di opposizione sono intenzionati a chiedere una nuova edizione della Commissione, viste le contraddizioni e incongruenze tra Usl e Arpat, ma soprattutto le rettifiche richieste dal professionista di Bergamo  su sollecitazione di Ladurner.  La società Trentina,  sembrra aver messo una “toppa che è peggio del buco” viste le repliche dei commissari.

Il Consigliere di opposizione Alberto Fedi ribadisce e riconferma che le grossolane sbriciolature di canna e arbusti (chips vegetali) non possono essere entrate dalle griglie delle areazioni. Ladurner riferisce di averle inviate al  laboratorio Ecolstudio costituendo così una prova di relazione di causa non vera (grossolana, come le chips voalti), con delle comprensibili conseguenti pratiche sulla definizione anche della natura del blocco dell’impianto e per altri osservatori, anche delle cause dell’incendio.

La Nazione del 13 scorso riconferma

Sabato 14, anche La Nazione ha pubblicato la critica di Fedi, con la versione più verosimile dei fatti, poi smentita dalla Ladurner senza però portare una proposta di considerazione credibile e dunque, giustificata alla inverosimile dinamica dei fatti narrata in relazione depositata in una pubblica commissione. Insomma una bel pasticcio da comporre, forse con l’intervento fantasioso dell’uomo ragno.

La magistratura ha aperto una inchiesta sulle cause dell’incendio e resta da sperare che sia anche capace di risolvere la questione della causa del “blocco impianto2 che – a quasi sei mesi – è ancora irrisolta, con buona pace dell’Arpat.

[Alessandro Romiti]

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