INCENERITORE: «LO SFORAMENTO DEL 2007 NON DIPESE DAI CARBONI ATTIVI»

Il Tribunale di Milano ha escluso ogni responsabilità per i materiali forniti dalla Gale s.r.l., ingiustamente accusata delle colpe di altri
L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

AGLIANA. È toccato al Sindaco Mangoni, rispondere all’interrogazione del capogruppo Maurizio Ciottoli (Fdi/An) sull’esito della controversia tra il Cis e la Gale srl sulla qualità dei carboni attivi e così sconfessare la fornitrice da ogni responsabilità sull’episodio dello sforamento dell’inceneritore risalente al 2007.

Sul punto è intervenuta anche la Corte di Appello di Firenze che, nel settembre scorso ha riconfermato, pari pari, le responsabilità penali di due dirigenti.

Noi avevamo già capito che la storiella dei carboni attivi avariati poteva essere solo strumentale e finalizzata a togliere le castagne dal fuoco e a nascondere, almeno temporaneamente (e oggi possiamo anche dire in maniera maldestra), le responsabilità della gestione dell’impianto, lasciato da sempre sotto un basso profilo da chi – disse allora – non voleva che il suo nome finisse sulle bandiere dei contestatori. Complimenti!

Gli uomini della Ladurner ci hanno riprovato, con i carboni attivi, anche nell’irrisolto prolungato sforamento di questa estate: ma non appena il consigliere di opposizione ha protocollato l’interrogazione sull’esito della controversia Cis/Gale, hanno cambiato la traballante ipotesi e cercato di barattare l’episodio con un altro causa: ma che fortuita combinazione!

A forza di "bassi profili" e di menzogne sconfessate in tribunale (ma sempre troppo tardi)...
A forza di bassi profili e di menzogne sconfessate in tribunale (ma sempre troppo tardi)…

Peccato che anche questa versione non abbia affatto convinto l’Arpat di Pistoia che ha ripassato il cerino alla Ladurner con pesanti accuse di mala gestione.

Ma torniamo all’episodio del 2007, sul quale la motivazione addotta dal Cis è sempre stata una e sola: la scadente qualità dei carboni attivi forniti dalla società Gale di Milano.

Oggi, finalmente, il teorema è caduto, e con tanto di sentenza, diventando una conferma delle continue incapacità e criticità gestionali di impianto, sempre negate dai Sindaci proprietari e – anche – dalle autorità sanitarie responsabili della salute della Piana.

Noi avevamo ben chiaro che l’esito del contenzioso sarebbe stato infausto per la nostrana Cis, giusto per il contenuto della relazione tecnica di accertamento, scorrettamente richiesta al Tribunale e poi negata nel corso di svolgimento degli accertamenti con incomprensibili pretesti.

Il Sindaco Mangoni risponde in consiglio (dal minuto 7) che l’azione giudiziaria intrapresa è stata adottata dal Cis con propria delibera (Cda, n° 61/2007) e che, l’esito del novembre 2014 ha visto soccombere la partecipata montalese senza esborso di alcuna somma nei confronti di Gale, a parte le spese legali.

Già, le solite spese legali che, per un ammontare di 62.785 €, sono dovute alle parcelle di tre avvocati e ricadute sulla parte soccombente, cioè il Cis, ovvero sui cittadini della Piana. E il Cis non dovrebbe forse ripagarle tutte?

Il Sindaco Mangoni
Il Sindaco Mangoni

Mangoni potrebbe ora completare gli effetti dell’interrogazione-Ciottoli sulla costosa (e temeraria) controversia rispondendo ad alcune ulteriori domande:

  • i Comuni proprietari non vengono informati di iniziative tanto sconsiderate della “controllata” (ma sembra proprio poco!)?
  • Chi ha rilasciato il parere legale sull’opportunità dell’iniziativa giudiziaria ancora una volta sbagliata?
  • Chi sarà chiamato a risarcire la cittadinanza del danno indotto dal costo della controversia, posto totalmente a carico della partecipata Cis?
  • Quali sono e di chi, dunque, le vere responsabilità dello sforamento del 2007, oltre a quelle addossate ai dirigenti Tibo e Cappocci?
  • È possibile che i cittadini debbano uscire sempre da un mare di menzogne e nascondimenti con l’etichetta di “becchi e bastonati”?

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

5 thoughts on “INCENERITORE: «LO SFORAMENTO DEL 2007 NON DIPESE DAI CARBONI ATTIVI»

  1. Mangoni….chiudere….chiudere….chiudere. Lo capite o no? E voi di Agliana e Montale cosa aspettate a scendere in piazza? Siete morti che camminano o cosa? ma non v’interessa di respirare, bere e mangiare roba condita con la diossina?

Lascia un commento