inceneritore montale. TENERLO APERTO ALTRI 30 ANNI…

Dopo La decisione del presidente Rossi di chiudere quello di Case Passerini, ecco arrivare una insolita “emergenza rifiuti” che ci pare niente affatto giustificata
Enrico Rossi

FIRENZE — PIANA. La questione della imminente crisi di sistema per lo smaltimento dei rifiuti, minaccia la pace in Consiglio Regionale e nei tre Ato, in conseguenza della spaccatura tra il Pd e la Giunta di Enrico Rossi.

L’argomento è stato bene e chiaramente sviluppato su “il Fatto Quotidiano” e nel richiamare il link, è solo da osservare come, anche i tre Ato ancorché presidiati da sindaci Dem sembrano niente affatto armonizzati a una soluzione condivisa intervenendovi a creare non poche perturbazioni, anche i sindaci “schegge impazzite” qual è il famoso e alternativo Filippo Nogarin che – nella sua Livorno – ha per davvero rovesciato il sistema, creando una inattesa discontinuità alle vetuste e ingessate politiche piddìne.

Ferdinando Betti, Sindaco di Montale

Noi, dal nostro modesto punto di osservazione, non possiamo che constatare come l’intera vicenda sembra una gigante ammuìna pretestuosa, giunta tempestivamente proprio ai tre mesi successivi alla determinazione del Consiglio di Stato di fermare l’inceneritore di Case Passerini.

Con una emergenza rifiuti in atto, si potrà imporre il mantenimento in esercizio di tutti gli impianti di incenerimento che piacciono, senza alcuna mediazione con i cittadini affumicati da decenni di emissioni.

Coloro che ritengono che il supremo organo giudiziario sia stato “cieco e sordo” a una esigenza di tipo infrastrutturale, si ricordi che le politiche virtuose di smaltimento dei rifiuti differenziate, sono state fissate per legge da oltre 12 anni e che perciò, una qualunque amministrazione di qualunque livello, aveva bene modo e tempo di poterle implementare per raggiungere diversi e maggiori livelli di raccolta e riciclo, come bene dimostra il Consorzio Contarina, un modello di riferimento internazionale.

Filippo Nogarin, Sindaco 5 Stelle di Livorno.

Quindi, la situazione di oggi è paradigmatica della spaccatura che sussiste, in modo stabile, tra l’evidenza dei fatti consolidati, ovvero il superamento della logica dell’incenerimento e la surrettizia intenzione a ricorrere all’incenerimento coatto (ovvero tenere aperti a oltranza gli inceneritore di Livorno, Pisa e Montale) per dover supplire alla congiuntura dello smaltimento della quota di rifiuto indifferenziato e oggi non conferibile agli impianti di selezione.

È solo da ricordare ai lettori distratti, che l’uso degli impianti di incenerimento dei rifiuti, non è alternativo alle nefaste e deturpanti discariche: ogni inceneritore ha bisogno di ben due discariche per le ceneri di risulta.

Insomma chi è causa del suo mal…

[Alessandro Romiti]

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