inceneritore. PER I MEDICI LE COSE STANNO IN QUESTI TERMINI

Il dottor Ferdinando Santini ci illustra tutti i problemi comunque collegati con la presenza dell'ecomostro di via Tobagi
L’inceneritore del Cis, pietra dello scandalo del Pd della Piana. Sarà potenziato, in sostituzione di quello di Case Passerini: lo pensa anche Santini

AGLIANA.  Il dottor Ferdinando Santini è sopreso per l’inasprimento della vis polemica elettorale di questi giorni, prossima al turno di ballottaggio di domenica e ci chiede di trattare argomentazioni riconducibili solo alla letteratura scientifica, della quale lui vanta un corposo archivio.

Cinque le domande a tema che non potevano mancare di fare chiarezza su altri aspetti correlati all’impianto: l’indagine epidemiologica, l’inquinamento delle polveri fini e le iniziative dell’Ordine dei Medici di Pistoia.

Un riepilogo documentato di grande utilità per chi vuole comprendere meglio la possibilità di incidere efficientemente sull’impianto del Cis così tanto coccolato dalle amministrazioni demokrats, sapendo che la scelta tra i due candidati è, e sarà, caratteristica per consentire l’attuazione di una vera politica di smaltimento che si realizzi tramite gli impianti a freddo, eliminando così ogni forma di incenerimento dei rifiuti.

Rino Fragai, potente politico piddìno e inceneritorista convinto: rientrerà in Comune?

L’intervista si conclude con un appello alle forze politiche tutte, per un “Patto d’alleanza per il Bene Comune” e con questa pagina si potrà dire di avere portato alla pubblica opinione una rappresentazione documentata (chi vuole potrà consultare i link ipertestuali disposti) sullo “stato dell’arte” dell’inceneritore di Montale, da sempre governato dalla politica inceneritorista dei vari Magnanensi, Fragai, Ciampolini e Fratoni, quest’ultima Assessore in Regione Toscana, ma abile direttrice dell’orchestra di politici piddìni tutti.

Amministratori reticenti, fautori di un “piano integrato rifiuti” scritto da Rino Fragai che, lo ricordiamo ai lettori, fu votato nell’aprile 2012 in contemporanea nelle tre province della Piana, Firenze, Prato e Pistoia, riunite nei Consigli Provinciali con le “alzate di mano” delle falangi dei consiglieri dem.

Sull’inceneritore – dice lo stimato medico aglianese – esiste un vizio originario imposto dalla politica regionale e una cortina fumogena di promesse di Pulcinella e reticenze anche sottoscritte dagli organi di controllo per assicurare lo “status quo” vocato all’incenerimento coatto.

Betti con la Fratoni: i ristori sono stati destinati al solo Comune di Montale per 350.000 euro

L’elettore potrà così valutare le ipotesi dei contendenti al ruolo di Sindaco, non dimenticando la denuncia fatta da Mangoni che, in un momento di coraggiosa resipiscenza pre-elettorale, ha denunciato le garanzie programmatiche del suo ex Pd al raddoppio dell’impianto di Montale.

Un raddoppio, osserva Santini, che sarà probabilmente motivo – di questo siamo convinti anche noi – di un ulteriore potenziamento alla luce dell’eliminazione definitiva dell’inceneritore di Sesto Fiorentino.

Quindi domenica i cittadini sappiano che la loro scelta, potrebbe essere ipotecata da una dimostrata tradizione inceneritorista delle cordate dei pupari Paolo Magnanensi e Rino Fragai, pronti a rilanciare il quarto forno di incenerimento, in una logica perversa di “consorzio d’Ato” che vede i cittadini aglianesi anche beffati per la negazione di qualunque ristoro ambientale.

Quella di domenica sarà una croce che sceglierà non solo il Sindaco, ma che potrà decisamente puntare a una nuova visione del territorio, avversando decisamente alla politica di incenerimento.

Benesperi è determinato nella conversione dell’impianto con un nuovo sistema a freddo e tariffazione puntuale

Santini ci illustra la “torta” delle emissioni di polveri sottili dell’inceneritore di Montale, dannosissime per il corpo umano

1 – La politica si è infiammata sull’inceneritore di Montale. Un argomento spinoso che è stato seguito dall’Ordine dei Medici in più piani di interesse.
Cosa può dirci sull’argomento?

L’ordine dei Medici, dopo la nota richiesta della moratoria per il raddoppio dell’inceneritore di Montale, è stato investito anche dalla richiesta dei comitati di cittadini, che si dichiaravano inascoltati, per fare chiarezza e dare loro risposte dopo il secondo incidente dell’emissione di diossina, oltre i limiti normali.
Fu inviata anche una lettera ai Sindaci.  Rispondemmo richiamando il rispetto dei vari punti normativi che investono la tutela della salute pubblica. Li ricordo premettendo che gli inceneritori (il termine termovalorizzatore è un eufemismo retorico per “addolcire la pillola amara”) è definito dal Ministero della Salute e come un “impianto insalubre di prima classe”:

Santini ci mostra l’indice di “prevalenza” territoriale più alto di un terzo rispetto alla media nazionale (fonte Ordine dei Medici di Pistoia)

♠ l’articolo 32 della Costituzione (tutela della salute dei cittadini)
♠ l’articolo 5 del Codice deontologico dell’Ordine professionale dei Medici
♠ la sentenza numero 163/2015 del Consiglio di Stato (inceneritore di Scarlino, ovvero sulla irrinunciabilità delle procedure istruttorie di Via e Vas)
♠ la monografia dello Iarc sulle malattie “ambiente correlate
♠ la legge di Lavoisier (niente si crea, né si distrugge, ma tutto si trasforma)
♠ la relazione ufficiale di Arpat del 2015 che riporta: “l’inceneritore, presenta una condizione di scarsa affidabilità, risultando principale fonte di inquinamento ambientale” (Claudio Coppi, direttore Arpat – n.d.r.)” e ultimo ma non per importanza,
♠ l’indice di prevalenza dei tumori (cioè somma di nuovi casi e portatori in vita) è più alto nella piana rispetto al valore medio nazionale.

La posizione dell’Ordine è di seria preoccupazione, visto proprio il “parametro” della prevalenza, denunciato da me e dal collega Guido Pastacaldi il 21 ottobre 2016 in una pubblica assemblea.
Sull’argomento, esiste una inquietante indagine epidemiologica disposta dalla Regione Emilia Romagna di nome “Moniter”, che rileva l’aumento delle patologie oncologiche in prossimità degli impianti.
Si tratta di una documentazione scientifica consolidata che non si potrà ignorare e che dovrà impegnare la politica a dare nuovi indirizzi per l’attuazione delle nuove tecnologie di smaltimento dei rifiuti.

2 – L’indagine epidemiologica sulla salute dei cittadini è stata annunciata nel 2010, ma è ancora ferma: questa inerzia è giustificata o dobbiamo credere a una volontaria reticenza istituzionale?

Fratoni presenzia a un “tavolo istituzionale” sull’inceneritore e l’inquinamento correlato. Ma rallenta l’indagine epidemiologica

Ero presente alla riunione del Tavolo Istituzionale del 5 Ottobre 2015, dove partecipò l’Ispo (oggi Ispro), l’Asl 3 e l’Assessore regionale Federica Fratoni (che pregai di farsi carico per l’istituzione del Registro tumori nella Piana): entrambi presero atto delle incongruenze metodologiche di impostazione dell’indagine, impegnandosi a finanziare l’Arpat con circa 10.000 euro per svolgere la georeferenziazione delle ricadute dei microinquinanti organici.
A distanza di quasi quattro anni, niente risulta fatto. In compenso, è stato bocciato l’impianto di “Case Passerini” e questo depone purtroppo a favore di un probabile mantenimento di quello già esistente a Montale.
L’Ato ha disposto la misura dei “ristori ambientali”, intercettata esclusivamente dal Comune di Montale: una mancia risarcitoria che non potrà mai ripagare delle malattie alle quali si trovano (e, purtroppo si troveranno) esposti i cittadini dell’area di ricaduta che investe oltre 50.000 persone in 5 Comuni limitrofi. Usl Centro ha investito un’ingente somma di denaro per una indagine (alla quale tutti i medici di famiglia hanno contribuito) che – ormai si potrà affermare con certezza – si è insabbiata nella palude delle varie commissioni, tavoli e presìdi, coordinati da una generale reticenza e insensibilità degli amministratori all’emergenza sanitaria conclamata.

Il diagramma dell’indice di “prevalenza” è inquietante per il valore di 10,2 del nostro territorio (Ordine dei Medici Pistoia)

3 – Una delle criticità più sofferte è la qualità dell’aria nella zona di Stazione con una “maglia nera” in Toscana dovuto all’infausto primato delle polveri fini.
Qual è la vera causa di queste polveri, anche emesse da parte dell’inceneritore di Montale?

L’impianto ha una cospicua emissione di polveri fini (le grossolane sono il 13%) e le ultrafini (87%): queste ultime hanno un effetto ben peggiore delle grossolane per la loro capacità di penetrazione negli alveoli polmonari e da qui nel sangue.
La misura valutativa, non viene purtroppo eseguita sulle polveri ultrafini (inferiori a 2,5 micron). La conclusione di Arpat del 2015 (già citata sopra) è oggi attenuata da un parere che, per essere condiviso e giustificato, avrebbe avuto necessità di una corretta inventariazione degli impianti a fiamma libera domestici (stufe e caminetti).
Una rilevazione di poco costo e di grande utilità per eliminare i dubbi sull’effettivo contributo dell’impianto del Cis che, infatti, fa perno in una area di alta densità abitativa.

L’Assessore Regionale Federica Fratoni al congresso di Legambiente, parla di tutela della salute dei cittadini.

4 – Quali soluzioni sono da prevedersi per l’inaugurazione di una nuova politica dei rifiuti che sia compatibile con la tutela della salute?

La parola emblema è “Contarina”: nel trevigiano esiste un consorzio di Comuni che hanno abolito l’incenerimento avvalendosi della raccolta differenziata spinta che permette anche una forte riduzione della Tari, grazie alla “tariffazione puntuale” che premia i cittadini virtuosi.
La Raccolta Differenziata (4R) implica tre condizioni: la presenza di impianti di trattamento a freddo (per il riciclo dei rifiuti non differenziati), un presidio territoriale per il contrasto delle discariche abusive e una formazione culturale dei cittadini che devo essere consapevoli e responsabili del funzionamento ordinato del processo di “raccolta differenziata spinta”.
L’impianto di incenerimento, non potrà essere chiuso dall’oggi al domani, ma dovrà essere affiancato dalla costruzione del sistema di impianti (si tratta infatti di una serie multipla di strutture impiantistiche) che dovranno essere affiancate in parallelo, nel periodo di transizione, da stimare in una durata di 3/5 anni, a seconda della complessità dei territori e della sensibilità dei cittadini.
Giova ricordare che non è affatto vero che “laddove non c’è un inceneritore, c’è una discarica di rifiuti”; è invece vero che l’inceneritore ha bisogno di discariche per i rifiuti speciali, di ben due tipi e frattanto il 70% del materiale riutilizzabile se ne sono andati in fumo, mentre con la raccolta differenziata spinta si riutilizza ben il 75% del materiale conferito.

Paolo Magnanensi, puparo di Vannuccini, è stato il promotore della politica dell’incenerimento del Cis di Montale. Una politica di garanzia per le lobbies dei rifiuti

L’Ordine dei Medici pistoiese ha fatto tesoro della documentazione disponibile sull’esperienza dei territori vocati alle 4R.
Purtroppo, il Pirg (Piano Interprovinciale Regionale Generale del 2012) è contrario, per come provvede in un’unica direzione, cioè a favore dell’incenerimento. Il problema è da considerare nell’esatta dimensione e organizzazione dell’Ato Centro Toscana.
È infatti in seno a questo consorzio di Comuni che si impegnano le direttive per lo sviluppo di una raccolta disomogenea (le grandi città come Firenze sono storicamente arretrate allo sviluppo della differenziata 4R) che costringe, purtroppo strumentalmente, a fare ricorso all’incenerimento. Insomma pare chiaro che è sempre mancata la volontà di attuare una vera raccolta differenziata come disposto dal Decreto Ronchi del 2006, ignorata dall’amministrazione centrale della Regione.

Il medico di famiglia di Agliana, Guido Pastacaldi, denunciò l’aumento dell’indice di prevalenza nella piana Fi-Pt-Po

5 – A fronte di questo preoccupante quadro generale, l’Ordine dei Medici quali iniziative ha attuato?
È vero che ha esortato i rappresentanti dei Comitati a rivolgersi alla Procura della Repubblica per delle manifeste violazioni di possibile rilevanza penale?

L’Ordine ha preso in carico le istanze dei cittadini che hanno sollecitato a delle iniziative di carattere decisamente “politico”, cosa che non concerne ad un Ente pubblico. Ha però tenuto un “convegno nazionale sull’incenerimento” e ha istituito una commissione ambiente di cui sono stato promotore e coordinatore.
La letteratura scientifica ha oggi raggiunto una consapevolezza di grande evidenza che prende nome di “epigenetica” (la correlazione dell’ambiente con le mutazioni epigenetiche che causano malattie): sta tutto scritto e la comunità scientifica è bene orientata e sensibile. Il genoma non cambia, ma muta il suo aspetto (fenotipo): come in una grande orchestra gli strumentisti (orchestra) sono stabili, ma cambiano il suono (musica) a seconda degli impulsi che ricevono dai musicisti.
Chi non lo vuol capire, o è reticente o incompetente.  Di fronte a manifestazioni contrarie alla salvaguardia della salute, l’Ordine effettivamente non ha sconsigliato i cittadini di rivolgersi all’autorità giudiziaria invitandoli a “salire le scale” in Procura per delle presunte inadempienze degli organi di controllo che sarebbero da riconoscersi come in violazione ai dettati di legge.

Ferdinando Santini con l’oncologa Patrizia Gentilini, denuciano la pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti [Dic. 2015, Pistoia]
In ultimo, voglio ricordare che i dirigenti dell’impianto di incenerimento di Montale, sono stati condannati per le responsabilità accertate in ordine al versamento di diossine di due lustri fa, con un pesante costo (di soldi pubblici) pagato in risarcimenti alle parti civili e dei costi di giudizio.
La nostra piana, da Firenze a Serravalle, racchiusa e recintata da colline circostanti, risentirebbe di cospicuo miglioramento del suo inquinamento con la chiusura dell’inceneritore e il passaggi al sistema di una “Raccolta differenziata spinta”.
Auspico quindi che, a fronte di questa tornata elettorale, i cittadini si pongano criticamente per fare delle valutazioni di responsabilità e cerchino di premiare l’Amministrazione del rinnovo che dunque, faccia una alleanza (Patto per il Bene comune) trasversale con tutte le forze politiche, stimolati da competenza e dallo Stato dell’Arte scientificamente disponibile.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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