inceneritore — prato. A BACIACAVALLO SIT-IN AMBIENTALISTA

L’inceneritore di Prato è al centro dello scandalo. Quarant’anni di servizio, con un super-depuratore di acque, ma ciò non basta e l’Amministrazione propone un mega bio-digestore, con sicuri aggravi per la cittadinanza stremata
un momento della manifestazione

PRATO. Il Comitato “Difendiamo la nostra salute-prato sud” in stretta collaborazione con “Le mamme no inceneritore” e “Il presidio no inceneritori no aeroporto” e “Medicina democratica”, assieme a molti cittadini di Prato e delle frazioni delle Fontanelle, Cafaggio, Paperino, San Giorgio e Santa Maria a Colonica hanno partecipato al presidio civico di sabato 18 Maggio in via di Baciacavallo, dove nella prossimità dellimpianto della Gida di incenerimento fanghi e depurazione, hanno presentato le fondamentali criticità per il territorio della piana pratese.

I principali argomenti di contestazione, riguardano il nuovo inceneritore e il nuovo biodigestore previsti in costruzione in una area dove, per 40 anni, è stato attivo un inceneritore fra case e scuole.

Nel corso della manifestazione – ci precisa il responsabile Francesco Bellini – è stata ribadita la forte contrarietà della popolazione alla costruzione di inceneritori e biodigestori come previsto dalla richiesta di autorizzazione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) presentata dall’ente partecipato del Comune di Prato (Gida spa) e preposto alla depurazione delle acque reflue, dalla fognatura di tipo misto civile e industriale.

Anche il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale ha partecipato alla manifestazione: Angela Canelli a sinistra

Questo progetto prevede la realizzazione di un nuovo inceneritore e di un biodigestore a poche decine di metri da punti altamente sensibili quali scuole, abitazioni, centri di aggregazione, nonché da luoghi come i pozzi da cui viene prelevata l’acqua di falda per uso potabile e impianti come il gasdotto Snam.

Tutto questo, avviene dopo che per 40 anni il territorio circostante l’impianto è stato vessato dalle emissioni delle vasche di depurazione e da quelle di un inceneritore per il quale si è da sempre sorvolato sulla sua esistenza tanto da cercare ogni strada possibile per il suo occultamento, visto che non ne risulta neppure la presenza sulle mappe pubblicate sul sito web ufficiale, redatte nel piano operativo approvato solo 2 mesi fa.

I partecipanti, conclude Bellini, pensano alla comunità e soprattutto al fatto che il territorio su cui viviamo non è nostro, ma l’abbiamo in eredità dai nostri padri, e dobbiamo salvaguardarlo per lasciarlo ai nostri figli.

[Alessandro Romiti]

alessandroromiti@linealibera.info

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