INCENERITORE: SCOOP? MA PER FAVORE, SIAMO SERI!

La Nazione web. Uno
La Nazione web. Uno choc poco scioccante

AGLIANA-PIANA. Altri vent’anni di forno crematorio? Vuole essere uno scoop scioccante?

L’iniziativa di Franceschi sulla convenzione con i Comuni e l’Ato Centro è chiaramente dimostrativa dell’indipendenza del Cis rispetto ai Comuni proprietari; ed è legata a una perenne coercizione con il metodo “do ut des” sulla gestione del servizio.

Si dimostra oggi, dopo tutte le strombazzate a destra e a manca, anche l’inutilità della tanto sbandierata “indagine epidemiologica” dell’Usl 3, mentre l’ex Sindaco montalese – da noi sentito –, David Scatragli, si dichiara all’oscuro dell’iniziativa di Franceschi e dell’azione di commando perpetrata ai danni della salute della gente della Piana.

Lo scoop della lista Agliana in Comune sulla rivelazione di un “grave documento” del Cis (vedi), è quanto meno anacronistico e stupisce l’enfasi usata da Guercini, che ha presentato i fatti  come una notizia dirompente: il Cis, avrebbe firmato una convenzione con l’Ato, impegnandosi a mantenere l’impianto in funzione fino al 2033, dieci anni in più – perfino – della famosa canzone di Dalida (sentìtevela con attenzione, fa bene alla salute nell’èra dei renziani…).

Fino al 2033...?
Fino al 2033…?

E come avrebbe potuto fare diversamente? Chiaro che l’atto è stato siglato per rendere appetibile il bando di gestione dell’impianto di via Tobagi: stupisce che ciò avvenga in completa assenza delle tanto santificate “indagini epidemiologiche”, che piacciono ai Sindaci – primo Mangoni – per rassicurare demagogicamente i propri amministrati sulle eventuali decisioni di chiusura dell’impianto. Solo che il tumore non distinguerà fra ricchi e poveri, preti e laici, uomini e donne, gay e lesbiche, politici e antipolitici, renziani e sinistra dello zoccolo duro.

La notizia sparata, al contrario, dimostra che, di fatto, l’analisi epidemiologica è una semplice formalità, essendo il tutto già deciso e da molto tempo – e senza sentire nessuno.

Il Cis è, in realtà, un soggetto bicefalo: quando gli è utile, si dichiara soggetto di “diritto privato” e così firma convenzioni impubblicabili (e anche aleatorie perché rinegoziabili e prive del consenso della spa Cis) e in piena autonomia dai tre Comuni; ma quando deve fare azioni in odor di illegittimità, come violare (ad esempio) la legge Ronchi, usare impunemente il “sistema di monitoraggio in continuo” (il Smce è difettoso per le verifiche dell’Arpat dal 2010), allora il Cis diventa un soggetto di “diritto pubblico” operando sempre con i criteri indiscutibili del «come mi pare e piace» impunemente: espelle i giornalisti dalle riunioni pubbliche, impedisce l’accesso all’impianto a un perito del Tribunale, firma atti in modo indipendente, forte di un tacita autorità di coercizione imposta ai Comuni proprietari che, al pari dei romanazzi del Marchese Del Grillo, finiscono per non contare un cazzo.

Alfredo Perruccio
Alfredo Perruccio a tavola con i Sindaci

Si chiami nei consigli il vero deus ex machina dell’inceneritore, storicamente ben informato, Alfredo Perruccio, e lo si costringa a stare al pezzo e rispondere a dovere, dato che da sempre si è sottratto agli incontri con giornalisti e cittadini.

La questione della firma di un “atto segreto” è semplicemente ridicola per le tante variabili poste sul tavolo che la rendono labile e mutevole, anarchica e riplastificante come un tumore: l’impianto di Case Passerini, il CdA di Ato (il Razzoli, venne sostituito da Scatragli che oggi è sostituito dal “poco preparato” Betti), lo sviluppo della politica di differenziazione dei rifiuti, il nuovo gestore dell’impianto e le tariffe che verranno erogate. E com’è che la Sindaca Ciampolini, autentica reginetta dell’impianto (10 anni di Assessore/Sindaco) si propone solo oggi di far uscire dal suo cappello magico un documento che è di fatto “aria fritta”?

Dov’era la solerte attivista della lista civica allorquando svolgeva le funzioni di Assessore e di Sindaco? Non ci dica, Guercini, che la ex Sindaca è un’altra entità distinta da se stessa: non siamo così sprovveduti da credergli; e oggi il teorema da noi proposto è dimostrato: il Cis è un organismo che, solo sulla carta dei bilanci finanziari è di proprietà di tre Comuni (suoi finanziatori), ma decide autonomamente le sue politiche di sviluppo in un quadro di generale indeterminatezza, permesso dalla mancanza di un generale progetto di gestione dei rifiuti incentrato sulle politiche delle “3R”, recupero-riutilizzo-riciclo.

Vedi anche: Inceneritore. Una Procura ‘a basso profilo’.

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2 thoughts on “INCENERITORE: SCOOP? MA PER FAVORE, SIAMO SERI!

  1. SE LA LOGICA È LOGICA
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    «Trovo grave che sia stata firmata una convenzione all’insaputa del consiglio comunale, così come dei cittadini, ma anche all’insaputa del partito stesso, perché in quanto rappresentante del Pd io e la mia segreteria non sapevamo nulla di questa convenzione».
    Leggo queste dichiarazioni di Del Fante. Lo trovate qui: http://www.linealibera.info/del-fante-battaglia-per-chiudere-linceneritore/
    Poi leggo: «Il Cis è, in realtà, un soggetto bicefalo: quando gli è utile, si dichiara soggetto di “diritto privato” e così firma convenzioni impubblicabili (e anche aleatorie perché rinegoziabili e prive del consenso della spa Cis) e in piena autonomia dai tre Comuni; ma quando deve fare azioni in odor di illegittimità, come violare (ad esempio) la legge Ronchi, usare impunemente il “sistema di monitoraggio in continuo” (il Smce è difettoso per le verifiche dell’Arpat dal 2010), allora il Cis diventa un soggetto di “diritto pubblico” operando sempre con i criteri indiscutibili del «come mi pare e piace» impunemente: espelle i giornalisti dalle riunioni pubbliche, impedisce l’accesso all’impianto a un perito del Tribunale, firma atti in modo indipendente, forte di un tacita autorità di coercizione imposta ai Comuni proprietari che, al pari dei romanazzi del Marchese Del Grillo, finiscono per non contare un cazzo». Lo trovate a http://www.linealibera.info/inceneritore-scoop-ma-per-favore-siamo-seri/.
    Ma allora le cose come stanno? È tutto un partito, sono due o tre o quattro partiti (Cis, Pd, inceneritoristi, Ciampolini, Fragai, Magnanensi, Razzoli etc…) o… è partito tutto?
    Decidetevi, perché gli altri a cui dite di volere tanto bene, respirano tutti i giorni. Finché non muoiono di cancro.
    E anch’io ho mangiato per anni la frutta comprata alla Smilea, sotto l’inceneritore.

  2. “Esprimiamo inoltre la nostra piena e rinnovata fiducia verso il Presidente ed il cda di Cis che hanno sempre operato con grande correttezza e coerenza nel rispetto delle indicazioni espresse dall’assemblea dell’Ato e dalle amministrazioni proprietarie dell’impianto”.
    Rispedisco quindi al mittente, cioè ai sindaci dei tre comuni, il “poco preparato” Betti e gli addirittura ancor meno preparati -a ragion veduta- Mangoni e Mazzanti, firmatari del comunicato che trovate qui http://www.linealibera.info/i-sindaci-nessun-impedimento-alla-chiusura-dellinceneritore/ , le rassicurazioni ed i buoni propositi!
    Rispedisco a questi tre sindaci il tentativo ipocrita di prender per scemi i cittadini: sicuramente funzionerà coi loro elettori, ma se davvero intendono attivare una virtuosa gestione del ciclo integrato dei rifiuti, anziché dire che il Cis ha operato bene e dichiararsi contemporaneamente all’oscuro delle convenzioni, prendano le proposte tecniche -vedi http://www.lanazione.it/livorno/bomba-5stelle-su-ato-costa-livorno-manda-in-tilt-il-piano-rifiuti-1.382778- elaborate dal comune di Livorno e le portino di corsa all’Ato. Magari coinvolgano la Belliti, come suggerisce la Ciampolini. Sono soluzioni spendibili, in grado di far emergere le innovazioni tecnologiche e sociali ed il progresso che viene sacrificato sull’altare dell’inceneritore (a rigore sui flussi monetari che entrano nelle casse comunali dal Cis o dai contratti capestro sottoscritti da incapienti -politicamente- negli anni passati). Ripeto basta fare copia e incolla, o chiedere all’assessore all’ambiente labronico, che tra l’altro era anche del pd, candidato a Cutigliano con la lista del Braccesi. Tutte le azioni e dichiarazioni che non vadano nella direzione di indirizzare e programmare (copiando da Livorno, se evidentemente mancano le competenze) moderne politiche di riciclo della materia sono solo il solito teatrino della politica consentito e permesso da un elettorato inconsapevole ed assuefatto a qualsiasi cosa.
    Mi permetto poi di ricordare all’ex sindaco Ciampolini, quando dice che ” siamo in attesa dei risultati delle indagini epidemiologiche sulla popolazione che, se confermassero quanto dichiarato anche dal Movimento 5 Stelle in conferenza stampa di ieri, dovranno indurre le amministrazioni a accelerare la dismissione dell’impianto”, le indagine suddette hanno valore scientifico e non devono pertanto essere confermate o smentite. Il quadro conoscitivo sulla pericolosità dell’inceneritore per la salute è più che noto: si eviti di cascare dal pero e di aspettare ulteriori conferme. Oppure bisogna forse replicare (ovviamente in piccolo) quanto accaduto nella terra dei fuochi, alla cui popolazione lo stesso camorrista Schiavone ricorda: “dove erano quelli che oggi piangono le vittime dei rifiuti tossici quando vent’anni fa 200 camion al giorno interravano di tutto sotto i loro occhi?”

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