INCENERITORE: SI DÀ ANCORA LA COLPA AI CARBONI?

La Nazione, 5 settembre 2015 - Carboni attivi
La Nazione, 5 settembre 2015 – Carboni attivi

MONTALE-PIANA. Sorprende la notizia apparsa su La Nazione per la quale la Ladurner propone la spiegazione sulla causa dell’incidente all’inceneritore avanzando l’ipotesi che il disastro sarebbe dovuto alla “non buona qualità” dei carboni attivi. E risiamo da capo.

In via Tobagi sembrano essere incontentabili, ma anche incapaci di trovare un fornitore di carboni che venda materie di prima qualità. A Cis & C. non sembra bastare la “media qualità”: vogliono sempre il meglio, l’eccellenza.

Ma questa ipotesi non è suffragata – a quanto sembra – dalla comunicazione inviata il 3 settembre dall’Asl al gestore dell’impianto con la specifica richiesta di potenziare i controlli dei processi di gestione e non certo di intervenire sui carboni attivi.

L’Arpat e l’Asl 3 sembrano infatti informati che il giorno 10 agosto la Ladurner avrebbe fatto una massiccia introduzione di carboni attivi, giustificata dal valore della fiala 58 sforata di oltre 5 volte il limite Aia, probabilmente comunicatagli proprio in quelle ore, appunto, dopo i soliti “dieci giorni” dalla consegna del provino.

Ecco perché, la successiva fiala 59 avrebbe poi riportato un valore ridotto di sforamento (solo 1,6 volte), grazie a l’effetto assicurato dai filtri freschi che ne avrebbero abbattuto il valore finale. Non ci sorprende, né ci consola sapere che la fiala 60 non abbia sforato il valore limite, essendo ciò prevedibile per la radicale revisione con anche la sostituzione dei filtri a manica dell’impianto.

Sembra dunque che gli organi di controllo non condividano il parere della Ladurner e chiederanno un rinvio dell’ok autorizzativo alla riapertura del forno 1 per una comprensione completa e genuina della natura delle cause di quanto si è verificato.

Sarà bene precisare, inoltre, che la linea 1 non funziona a Cdr come è erroneamente scritto nei rapporti di prova, ma anche a rifiuto “tal quale” o, più eufemisticamente, a “rifiuto trattato”, come piace dire agli uomini della Ladurner.

Il comunicato della Ladurner ci sembra quanto meno illogico: i carboni attivi sono sempre campionati al momento del loro arrivo ed è facilmente verificabile la loro qualità in origine. La Ladurner non ha forse consultato i rapporti di prova della qualità (titolo di iodio) dei carboni della fornitura di maggio eseguiti al momento dell’ingresso nell’impianto?

Si aprirà, anche stavolta come in passato, un nuovo contenzioso giudiziario con il fornitore dei carboni incriminati (Carbonitalia S.r.l.) o qualcuno si metterà all’anima di prendere il torno per le corna e farà fare indagini e accertamenti come Dio comanda?

Scarica: Sforamenti e Asl 3

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