INCENERITORI, LA RETICENZA È REGOLA (ANZI, SISTEMA)

Riflessioni sull’inceneritore di Montale dopo le vicende anomale di Falascaia

Processo-Falascaia_webVERSILIA. La notizia proviene dalla Versilia, ma è pienamente sovrapponibile agli inceneritori di tutt’Italia e specificamente a quello di Montale: il passaggio dei materiali al “sacro fuoco” inceneritore, cancella ed elimina ogni traccia preesistente della materia e permette di fare l’uso più spregiudicato della tecnica di smaltimento (che, non dimentichiamoci, richiede sempre una discarica affiancata per le ceneri tossico-nocive).

In Versilia i controlli erano solo “formali”, ma in realtà erano stati sospesi e mai assicurati, in spregio al principio di tutela della salute dei cittadini.

Ma non è lo stesso film visto a Montale per la vicenda della discarica delle ceneri di via Tobagi al Cis nostrano? I cittadini non dimenticano delle testimonianze portate al processo contro Tibo e Cappocci, e i continui comportamenti mirati alla mancanza di trasparenza e chiarezza, non fanno altro che aumentare l’inquietudine della comunità dei residenti della piana.

Nella recente Commissione Ambiente del 25 scorso, ad Agliana, il consigliere Modesto Gerardo è intervenuto con una denuncia rivolta direttamente al Presidente Franceschi: ha detto di risiedere in prossimità all’impianto e di passare davanti all’inceneritore di via Tobagi, più volte al giorno. Alcune volte aveva notato che erano presenti nell’impianto dei camion autoarticolati che sembrano trasportare dei rifiuti anomali, direttamente gettati all’interno della cloaca di caricamento del forno.

La Commissione Ambiente di Agliana in seduta
La Commissione Ambiente di Agliana in seduta

Franceschi ha negato ogni irregolarità di accesso all’impianto, da parte di camion che trasportano rifiuti estranei alle spedizioni dei 72 comuni di Ato “Centro-Toscana”. I pochi presenti, hanno però udito la determinazione del consigliere nel ribadire le circostanze a lui note in modo “diretto e personale” e i dinieghi, affaticati, da parte del presidente inceneritorista. Una delle due parti non era sincera, questo è certo.

Perché Cis non è parla chiaro? Franceschi non risponde a molte domande e rinuncia a presentarsi con i dirigenti “storici“ a lui sottoposti. Cosa potrebbe nascondere questa circostanza? Avremo anche a Montale una vicenda analoga all’inceneritore di Falascaia?

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