inceneritori. VERONESI HA O NON HA CAMBIATO IDEA?

Il Prof. Umberto Veronesi
Il Prof. Umberto Veronesi

MILANO. La polemica sull’incenerimento dei rifiuti si fa sempre più forte, sostanziandosi di valutazioni anche datate e suggestive, portate da autorevoli referenti.

In questi giorni è infatti riapparsa – in un comunicato stampa pro-inceneritori – l’anacronistica e incongrua opinione [allo stato dell’arte, (dice lui – n.d.r.)] riportata dall’esimio Prof. Umberto Veronesi nella trasmissione Chetempochefa del 2008 che gettò la categoria dei Medici (ma non solo) nella polemica più accanita a causa anche della sussistenza di un possibile conflitto di interessi con delle multiutility del settore energia.

L’aggiornamento sull’opinione dell’autorevole studioso ci ha impegnato in un defatigante scambio di mail con la sua addetta stampa, alla quale abbiamo affidato delle domande che hanno avuto sofferte risposte, pervenuteci in terza battuta, per la verifica attuale dell’autentico odierno pensiero dell’oncologo milanese.

D – La sua opinione riguardo alla combustione dei rifiuti (termovalorizzazione),già espressa nella trasmissione televisiva Chetempochefa è rimasta, ad oggi, invariata?

R – Sì.

D – Si sente parlare sempre più insistentemente di prevenzione “secondaria” (screening e diagnosi precoce) del cancro. Non ritiene che il livello di prevenzione primaria sia – alla lunga – il più appropriato per la generale tutela della salute, anche in soddisfazione delle linee guida del Codice Europeo per la lotta ai tumori?

R – “Anticipazione della diagnosi” e “stili di vita” sono due aspetti, entrambi fondamentali della prevenzione. Infatti il Codice Europeo contro il cancro contiene raccomandazioni in tutte e due le aree.
Questa le risposte pervenuteci conclusivamente. Ma è stata la prima a impegnarci in necessari chiarimenti in quanto incompleta e vagamente reticente.

Infatti la risposta diceva:

Buongiorno, mi sono confrontata con il Professore che mi ha confermato che la posizione che ha a suo tempo espresso rifletteva lo stato dell’arte della ricerca. Per eventuali nuovi studi bisogna rivolgersi agli esperti dell’area di competenza. I campi di ricerca e interesse del Professore, come tutti sanno, sono altri. Grazie (Donata Francese, portavoce).

Appare chiaro che Veronesi ha espresso – nella medesima intervista – due valutazioni non coerenti tra loro anzi, più esattamente, contraddittorie.

Prima, ci dice che il suo è stato un parere incongruo, perché rifletteva lo “stato dell’arte della ricerca” di due lustri fa: dunque ci invita a consultare “nuovi studi” che sono portati da “…esperti di competenza dell’area” e che noi, abbiamo recentemente pubblicato, convinti della loro autorevolezza.

Anche noi che sappiamo bene che “I campi di ricerca e interesse del Professore … sono altri…” e, dunque, non comprendiamo perché ha accettato di rispondere illo tempore alla domanda di Fazio non esimendosi affatto, appunto, in quanto argomento estraneo al suo “campo di ricerca”.

E non si comprende per quale motivo ha oggi ribadito e confermato il suo datato parere televisivo, sapendo che allora era incongruo e oggi è privo di aggiornamento scientifico (lo ha detto lui – n.d.r.) e tutto questo confermando inoltre che l’argomento è, ancor oggi, estraneo al “suo campo di ricerca”.

Insomma, sembra di capire che l’approccio di considerazione, dato alle nostre domande dal professore, sia stato quantomeno approssimativo e poco rigoroso, ricorrendo a risposte poco lineari.

La consultazione dei partners della Fondazione Veronesi ci permette però di conoscere che la società francese Veolia (specialista nell’incenerimento dei rifiuti) non compare più nell’elenco della pagina in linea.

È stato questo l’effetto dell’aggiornamento scientifico raggiunto grazie agli “…esperti dell’area di competenza” ma ancor oggi estraneo alle applicate competenze del professore?

E dunque, tra i suoi “…altri campi di ricerca e interesse” c’è o no la promozione di un adeguato “stile di vita”, quale risultato fondamentale della prevenzione primaria?

Spiace infine constatare che il pedigree della pagina in linea è ancora offuscato dalla presenza di altre società implicate nella costruzione di inceneritori e/o affini: la Astaldi, la Energy T.I. Group (oggi scomparsa dai registri?).

Per qualificare meglio le contraddizioni notate, osserviamo che il codice etico riporta un’insolita proposizione in premessa “… la voce della scienza non è quella di verità definitive, ma quella della verità come continua rivedibilità delle conoscenze, non della morale unica ma del riconoscimento della pluralità delle visioni del bene e del male”.

Omnia munda mundis, allora?

[Alessandro Romiti]

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